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Quando ci si trasferisce, accade spesso di dover effettuare un subentro per la luce e il gas, così da cambiare l’intestatario dell’utenza e poter usufruire delle forniture.

 

Ma come funziona in concreto il subentro? Come si può fare richiesta? Ecco una breve guida con tutte le risposte.

 

Che cos’è il subentro della luce e del gas

Il subentro di luce e gas è un’operazione amministrativa con cui si richiede il cambio dell’intestatario di un contratto di fornitura, nel caso in cui il contatore sia stato precedentemente disattivato per un certo periodo di tempo.

 

L’effetto del subentro, dunque, è quello di cambiare il nominativo del cliente della fornitura, o delle forniture, per quelle utenze domestiche, riattivando contestualmente il contatore.

 

Quindi, il subentro si effettua, per esempio, quando si trasloca in una nuova abitazione nella quale le forniture, per qualsiasi motivo, sono state interrotte col consenso dell’inquilino precedente al termine della sua permanenza chiedendo la disattivazione dei contatori; oppure, quando occorre riattivare utenze sospese per morosità.

 

In questo modo, con pochi documenti si potrà richiedere alla società di fornitura sia la riattivazione dell’erogazione di luce e gas, sia il cambio del nominativo dal vecchio cliente a quello nuovo.

 

La procedura può essere effettuata sia per la fornitura di gas naturale che per la fornitura di energia elettrica, oppure per entrambe. Le differenze nella richiesta sono minime, e ci può essere una variazione solo a livello di costo dell’operazione e, in alcuni casi, di tempistiche della stessa.

 

Il subentro può essere effettuato sia per persone fisiche che per imprese e aziende di qualunque entità e capitale sociale, e questo vale tanto per il subentrante quanto per l’intestatario precedente delle utenze.

 

L’operazione non richiede interventi di profilo tecnico sul contatore, né un sopralluogo o, in generale, la presenza di un consulente del servizio di distribuzione (a differenza del pronto intervento per manutenzione).

 

Naturalmente, in questo modo gli oneri né i benefici contrattuali relativi alle forniture ricadranno sul nuovo proprietario o affittuario dell’abitazione (o dell’appartamento, se si tratta di un condominio, o in generale dei locali); in base al nuovo contratto stipulato, i costi, le agevolazioni e i bonus possono variare.

 

Poi, una volta portata a termine la procedura, non appena sarà stato eseguito con successo sia il subentro contrattuale che la riattivazione dei contatori, il nuovo intestatario può naturalmente decidere di cambiare il proprio fornitore o le offerte, richiedendo un preventivo nel mercato libero oppure ricorrendo al servizio di maggior tutela. Da questo punto di vista, il subentro non vincola il subentrante.

 

Ma che cosa succede se il precedente intestatario si trovava in condizione di morosità, ovvero se ha lasciato dei debiti con la società di fornitura, dovuti al mancato pagamento delle bollette? In questo caso non c’è da preoccuparsi: il nuovo intestatario non ha obblighi di risarcimento per ammanchi relativi a bollette arretrate, che sono tutti a carico dell’inquilino moroso, che avrà l’obbligo di saldare quanto dovuto o, eventualmente, di aprire una conciliazione o inviare reclami.

 

In alcune circostanze, la società di fornitura potrebbe richiedere la presentazione di un documento firmato dal nuovo proprietario, in cui afferma in una dichiarazione di essere estraneo alla morosità del precedente inquilino, e di essere quindi considerato esonerato da tutte le responsabilità.

 

Differenze fra subentro e voltura

A questo punto è facile immaginare quel che ci si potrebbe chiedere: ma che differenza c’è tra subentro e voltura?

 

Innanzitutto, in entrambi i casi si tratta di procedimenti volti a cambiare l’intestatario di un contratto di fornitura (o più contratti di fornitura) relativamente alle utenze di luce e gas. Sotto questo aspetto, quindi, il risultato è il medesimo.

 

La voltura, però, va effettuata nei casi in cui il contatore e il contratto di fornitura sono attivi, a differenza del subentro, che va richiesto quando il contratto precedente ha subito la cessazione, e dunque assieme a un cambio dell’intestatario va anche richiesta la riattivazione delle utenze e dei contatori. Naturalmente, entrambe le procedure sono diverse da un nuovo allacciamento delle utenze.

 

Se dunque, per esempio, un utente si trasferisce in un nuovo appartamento, e il precedente inquilino ha traslocato da pochi giorni, è molto improbabile che abbia richiesto la disdetta delle utenze, tanto più che queste operazioni richiedono tempi precisi, l’invio di pratiche e un contributo economico. È più probabile e conveniente che il nuovo inquilino richieda una voltura a suo favore, per il quale sarà lui a pagare le spese dovute.

 

In genere, invece, il subentro si effettua quando si entra in una casa disabitata da un certo periodo di tempo, per cui è molto più probabile che l’inquilino precedente abbia chiesto che le utenze fossero disattivate, così da evitare problemi di sorta con le stesse.

 

In entrambi i casi, comunque, è utile che il nuovo inquilino richiedente contatti l’intestatario precedente, dal momento che sono necessari i medesimi dati sia per il subentro che per la voltura.

 

Subentro: il procedimento in pochi passi

Ma come si richiede il subentro per l’energia elettrica e il gas? Ecco una semplice spiegazione della procedura.

 

In primo luogo occorre tenere a portata di mano tutti i dati necessari, unitamente alla modulistica e alla documentazione richiesta. I dati, generalmente, consistono in:

  • tutti i dati personali anagrafici e identificativi dell’intestatario del contratto, come nome, cognome, codice fiscale e così via, così come un documento d’identità valido che ne attesti la veridicità (di norma è sufficiente una fotocopia della carta d’identità);
  • degli indirizzi di contatto, come un recapito telefonico o un indirizzo e-mail (meglio la posta elettronica certificata in caso di piccole e medie imprese), oltre naturalmente all’indirizzo di fornitura, all’indirizzo di residenza e all’indirizzo di recapito per le fatture (a meno che gli utenti non scelgano la fatturazione elettronica e la bolletta digitale);
  • il codice POD e/o il codice PDR, che sono i codici univoci che identificano una fornitura, rispettivamente, del gas e della luce. Possono essere cercati o in una bolletta precedente, se il nuovo inquilino può entrarne in possesso, o in un altro modulo di supporto oppure, se il contatore installato è digitale di nuova generazione, nel display del contatore stesso, assieme ad altri dati sui consumi e sulla fornitura utili per l’autolettura;
  • altre informazioni sulla fornitura e sui consumi precedenti, come la potenza impegnata in kW (il contatore verrà sempre riattivato con la stessa potenza con cui era stato disattivato; in seguito, si può richiedere l’aumento), il consumo medio annuo, altre caratteristiche dell’abitazione e quindi del consumo energetico;
  • eventualmente, il codice IBAN del proprio conto corrente bancario, qualora si scelga come modalità di pagamento l’addebito della bolletta sul conto tramite domiciliazione bancaria; lo stesso vale, in caso, per il numero di carta di credito.

 

Questi dati devono essere comunicati ai fornitori tramite uno dei canali consueti, ovvero contattando l’assistenza clienti al numero di telefono, a mezzo e-mail o chat sull’area clienti sito internet, o ancora inviando il modello per posta.

 

La conferma e la definitiva stipula del contratto può poi essere effettuata con una comunicazione attraverso le seguenti modalità:

  • tramite l’invio del contratto per posta ordinaria alla sede del fornitore;
  • tramite l’invio del contratto per e-mail o fax, naturalmente compilato e firmato in ogni sua parte, allo sportello designato;
  • a mezzo della registrazione telefonica col servizio clienti, quando cioè la telefonata con cui si conferma il contratto viene registrata e archiviata e assume valore legale.

 

Costi e tempi del subentro

Il subentro ha un costo variabile, che dipende innanzitutto dalla tipologia di mercato.

 

Nel caso di subentro nel servizio di maggior tutela, il costo complessivo dell’intera procedura è di circa 67 €, ripartiti tra il pagamento degli oneri amministrativi al distributore, il contributo fisso dovuto al fornitore per la gestione della pratica, e l’imposta di bollo. In alcuni casi può essere richiesto anche il deposito cauzionale.

 

Se invece si subentra nel mercato libero, i costi possono variare sensibilmente. Vi è un contributo fisso pari a circa 25 € per gli oneri di amministrazione, al quale però va aggiunta una quota di servizio che è il fornitore stesso a stabilire -come viene riportato nella carta dei servizi e nel codice etico- e che può variare da un minimo di 20 € a un massimo di 60 €.

 

È bene, comunque, verificare sempre sul sito internet di ARERA gli eventuali aggiornamenti sui costi per la procedura.

 

Quanto alle tempistiche per il subentro, l’ARERA (Autorità di regolazione energia reti e ambiente) ha stabilito un massimo di 7 giorni lavorativi per il subentro con l’attivazione del contatore, sia per la luce che per il gas.

 

Di questi, 2 giorni sono a disposizione del fornitore per inoltrare al distributore locale la richiesta di riattivazione, mentre 5 sono i giorni che il distributore può impiegare per effettuare la riattivazione.

 

In caso di ritardo del distributore, il cliente ottiene automaticamente il rimborso cui ha diritto, e che a seconda dei giorni di ritardo va da un minimo di 35 € a un massimo di 105 €.

 

Si consiglia comunque di richiedere in anticipo il subentro, almeno una o due settimane prima del trasloco vero e proprio, così da evitare la segnalazione improvvisa di inconvenienti o ritardi.

Quando ci si trasferisce, accade spesso di dover effettuare un subentro per la luce e il gas, così da cambiare l’intestatario dell’utenza e poter usufruire delle forniture.

 

Ma come funziona in concreto il subentro? Come si può fare richiesta? Ecco una breve guida con tutte le risposte.

 

Che cos’è il subentro della luce e del gas

Il subentro di luce e gas è un’operazione amministrativa con cui si richiede il cambio dell’intestatario di un contratto di fornitura, nel caso in cui il contatore sia stato precedentemente disattivato per un certo periodo di tempo.

 

L’effetto del subentro, dunque, è quello di cambiare il nominativo del cliente della fornitura, o delle forniture, per quelle utenze domestiche, riattivando contestualmente il contatore.

 

Quindi, il subentro si effettua, per esempio, quando si trasloca in una nuova abitazione nella quale le forniture, per qualsiasi motivo, sono state interrotte col consenso dell’inquilino precedente al termine della sua permanenza chiedendo la disattivazione dei contatori; oppure, quando occorre riattivare utenze sospese per morosità.

 

In questo modo, con pochi documenti si potrà richiedere alla società di fornitura sia la riattivazione dell’erogazione di luce e gas, sia il cambio del nominativo dal vecchio cliente a quello nuovo.

 

La procedura può essere effettuata sia per la fornitura di gas naturale che per la fornitura di energia elettrica, oppure per entrambe. Le differenze nella richiesta sono minime, e ci può essere una variazione solo a livello di costo dell’operazione e, in alcuni casi, di tempistiche della stessa.

 

Il subentro può essere effettuato sia per persone fisiche che per imprese e aziende di qualunque entità e capitale sociale, e questo vale tanto per il subentrante quanto per l’intestatario precedente delle utenze.

 

L’operazione non richiede interventi di profilo tecnico sul contatore, né un sopralluogo o, in generale, la presenza di un consulente del servizio di distribuzione (a differenza del pronto intervento per manutenzione).

 

Naturalmente, in questo modo gli oneri né i benefici contrattuali relativi alle forniture ricadranno sul nuovo proprietario o affittuario dell’abitazione (o dell’appartamento, se si tratta di un condominio, o in generale dei locali); in base al nuovo contratto stipulato, i costi, le agevolazioni e i bonus possono variare.

 

Poi, una volta portata a termine la procedura, non appena sarà stato eseguito con successo sia il subentro contrattuale che la riattivazione dei contatori, il nuovo intestatario può naturalmente decidere di cambiare il proprio fornitore o le offerte, richiedendo un preventivo nel mercato libero oppure ricorrendo al servizio di maggior tutela. Da questo punto di vista, il subentro non vincola il subentrante.

 

Ma che cosa succede se il precedente intestatario si trovava in condizione di morosità, ovvero se ha lasciato dei debiti con la società di fornitura, dovuti al mancato pagamento delle bollette? In questo caso non c’è da preoccuparsi: il nuovo intestatario non ha obblighi di risarcimento per ammanchi relativi a bollette arretrate, che sono tutti a carico dell’inquilino moroso, che avrà l’obbligo di saldare quanto dovuto o, eventualmente, di aprire una conciliazione o inviare reclami.

 

In alcune circostanze, la società di fornitura potrebbe richiedere la presentazione di un documento firmato dal nuovo proprietario, in cui afferma in una dichiarazione di essere estraneo alla morosità del precedente inquilino, e di essere quindi considerato esonerato da tutte le responsabilità.

 

Differenze fra subentro e voltura

A questo punto è facile immaginare quel che ci si potrebbe chiedere: ma che differenza c’è tra subentro e voltura?

 

Innanzitutto, in entrambi i casi si tratta di procedimenti volti a cambiare l’intestatario di un contratto di fornitura (o più contratti di fornitura) relativamente alle utenze di luce e gas. Sotto questo aspetto, quindi, il risultato è il medesimo.

 

La voltura, però, va effettuata nei casi in cui il contatore e il contratto di fornitura sono attivi, a differenza del subentro, che va richiesto quando il contratto precedente ha subito la cessazione, e dunque assieme a un cambio dell’intestatario va anche richiesta la riattivazione delle utenze e dei contatori. Naturalmente, entrambe le procedure sono diverse da un nuovo allacciamento delle utenze.

 

Se dunque, per esempio, un utente si trasferisce in un nuovo appartamento, e il precedente inquilino ha traslocato da pochi giorni, è molto improbabile che abbia richiesto la disdetta delle utenze, tanto più che queste operazioni richiedono tempi precisi, l’invio di pratiche e un contributo economico. È più probabile e conveniente che il nuovo inquilino richieda una voltura a suo favore, per il quale sarà lui a pagare le spese dovute.

 

In genere, invece, il subentro si effettua quando si entra in una casa disabitata da un certo periodo di tempo, per cui è molto più probabile che l’inquilino precedente abbia chiesto che le utenze fossero disattivate, così da evitare problemi di sorta con le stesse.

 

In entrambi i casi, comunque, è utile che il nuovo inquilino richiedente contatti l’intestatario precedente, dal momento che sono necessari i medesimi dati sia per il subentro che per la voltura.

 

Subentro: il procedimento in pochi passi

Ma come si richiede il subentro per l’energia elettrica e il gas? Ecco una semplice spiegazione della procedura.

 

In primo luogo occorre tenere a portata di mano tutti i dati necessari, unitamente alla modulistica e alla documentazione richiesta. I dati, generalmente, consistono in:

  • tutti i dati personali anagrafici e identificativi dell’intestatario del contratto, come nome, cognome, codice fiscale e così via, così come un documento d’identità valido che ne attesti la veridicità (di norma è sufficiente una fotocopia della carta d’identità);
  • degli indirizzi di contatto, come un recapito telefonico o un indirizzo e-mail (meglio la posta elettronica certificata in caso di piccole e medie imprese), oltre naturalmente all’indirizzo di fornitura, all’indirizzo di residenza e all’indirizzo di recapito per le fatture (a meno che gli utenti non scelgano la fatturazione elettronica e la bolletta digitale);
  • il codice POD e/o il codice PDR, che sono i codici univoci che identificano una fornitura, rispettivamente, del gas e della luce. Possono essere cercati o in una bolletta precedente, se il nuovo inquilino può entrarne in possesso, o in un altro modulo di supporto oppure, se il contatore installato è digitale di nuova generazione, nel display del contatore stesso, assieme ad altri dati sui consumi e sulla fornitura utili per l’autolettura;
  • altre informazioni sulla fornitura e sui consumi precedenti, come la potenza impegnata in kW (il contatore verrà sempre riattivato con la stessa potenza con cui era stato disattivato; in seguito, si può richiedere l’aumento), il consumo medio annuo, altre caratteristiche dell’abitazione e quindi del consumo energetico;
  • eventualmente, il codice IBAN del proprio conto corrente bancario, qualora si scelga come modalità di pagamento l’addebito della bolletta sul conto tramite domiciliazione bancaria; lo stesso vale, in caso, per il numero di carta di credito.

 

Questi dati devono essere comunicati ai fornitori tramite uno dei canali consueti, ovvero contattando l’assistenza clienti al numero di telefono, a mezzo e-mail o chat sull’area clienti sito internet, o ancora inviando il modello per posta.

 

La conferma e la definitiva stipula del contratto può poi essere effettuata con una comunicazione attraverso le seguenti modalità:

  • tramite l’invio del contratto per posta ordinaria alla sede del fornitore;
  • tramite l’invio del contratto per e-mail o fax, naturalmente compilato e firmato in ogni sua parte, allo sportello designato;
  • a mezzo della registrazione telefonica col servizio clienti, quando cioè la telefonata con cui si conferma il contratto viene registrata e archiviata e assume valore legale.

 

Costi e tempi del subentro

Il subentro ha un costo variabile, che dipende innanzitutto dalla tipologia di mercato.

 

Nel caso di subentro nel servizio di maggior tutela, il costo complessivo dell’intera procedura è di circa 67 €, ripartiti tra il pagamento degli oneri amministrativi al distributore, il contributo fisso dovuto al fornitore per la gestione della pratica, e l’imposta di bollo. In alcuni casi può essere richiesto anche il deposito cauzionale.

 

Se invece si subentra nel mercato libero, i costi possono variare sensibilmente. Vi è un contributo fisso pari a circa 25 € per gli oneri di amministrazione, al quale però va aggiunta una quota di servizio che è il fornitore stesso a stabilire -come viene riportato nella carta dei servizi e nel codice etico- e che può variare da un minimo di 20 € a un massimo di 60 €.

 

È bene, comunque, verificare sempre sul sito internet di ARERA gli eventuali aggiornamenti sui costi per la procedura.

 

Quanto alle tempistiche per il subentro, l’ARERA (Autorità di regolazione energia reti e ambiente) ha stabilito un massimo di 7 giorni lavorativi per il subentro con l’attivazione del contatore, sia per la luce che per il gas.

 

Di questi, 2 giorni sono a disposizione del fornitore per inoltrare al distributore locale la richiesta di riattivazione, mentre 5 sono i giorni che il distributore può impiegare per effettuare la riattivazione.

 

In caso di ritardo del distributore, il cliente ottiene automaticamente il rimborso cui ha diritto, e che a seconda dei giorni di ritardo va da un minimo di 35 € a un massimo di 105 €.

 

Si consiglia comunque di richiedere in anticipo il subentro, almeno una o due settimane prima del trasloco vero e proprio, così da evitare la segnalazione improvvisa di inconvenienti o ritardi.

Quando ci si trasferisce, accade spesso di dover effettuare un subentro per la luce e il gas, così da cambiare l’intestatario dell’utenza e poter usufruire delle forniture.

 

Ma come funziona in concreto il subentro? Come si può fare richiesta? Ecco una breve guida con tutte le risposte.

 

Che cos’è il subentro della luce e del gas

Il subentro di luce e gas è un’operazione amministrativa con cui si richiede il cambio dell’intestatario di un contratto di fornitura, nel caso in cui il contatore sia stato precedentemente disattivato per un certo periodo di tempo.

 

L’effetto del subentro, dunque, è quello di cambiare il nominativo del cliente della fornitura, o delle forniture, per quelle utenze domestiche, riattivando contestualmente il contatore.

 

Quindi, il subentro si effettua, per esempio, quando si trasloca in una nuova abitazione nella quale le forniture, per qualsiasi motivo, sono state interrotte col consenso dell’inquilino precedente al termine della sua permanenza chiedendo la disattivazione dei contatori; oppure, quando occorre riattivare utenze sospese per morosità.

 

In questo modo, con pochi documenti si potrà richiedere alla società di fornitura sia la riattivazione dell’erogazione di luce e gas, sia il cambio del nominativo dal vecchio cliente a quello nuovo.

 

La procedura può essere effettuata sia per la fornitura di gas naturale che per la fornitura di energia elettrica, oppure per entrambe. Le differenze nella richiesta sono minime, e ci può essere una variazione solo a livello di costo dell’operazione e, in alcuni casi, di tempistiche della stessa.

 

Il subentro può essere effettuato sia per persone fisiche che per imprese e aziende di qualunque entità e capitale sociale, e questo vale tanto per il subentrante quanto per l’intestatario precedente delle utenze.

 

L’operazione non richiede interventi di profilo tecnico sul contatore, né un sopralluogo o, in generale, la presenza di un consulente del servizio di distribuzione (a differenza del pronto intervento per manutenzione).

 

Naturalmente, in questo modo gli oneri né i benefici contrattuali relativi alle forniture ricadranno sul nuovo proprietario o affittuario dell’abitazione (o dell’appartamento, se si tratta di un condominio, o in generale dei locali); in base al nuovo contratto stipulato, i costi, le agevolazioni e i bonus possono variare.

 

Poi, una volta portata a termine la procedura, non appena sarà stato eseguito con successo sia il subentro contrattuale che la riattivazione dei contatori, il nuovo intestatario può naturalmente decidere di cambiare il proprio fornitore o le offerte, richiedendo un preventivo nel mercato libero oppure ricorrendo al servizio di maggior tutela. Da questo punto di vista, il subentro non vincola il subentrante.

 

Ma che cosa succede se il precedente intestatario si trovava in condizione di morosità, ovvero se ha lasciato dei debiti con la società di fornitura, dovuti al mancato pagamento delle bollette? In questo caso non c’è da preoccuparsi: il nuovo intestatario non ha obblighi di risarcimento per ammanchi relativi a bollette arretrate, che sono tutti a carico dell’inquilino moroso, che avrà l’obbligo di saldare quanto dovuto o, eventualmente, di aprire una conciliazione o inviare reclami.

 

In alcune circostanze, la società di fornitura potrebbe richiedere la presentazione di un documento firmato dal nuovo proprietario, in cui afferma in una dichiarazione di essere estraneo alla morosità del precedente inquilino, e di essere quindi considerato esonerato da tutte le responsabilità.

 

Differenze fra subentro e voltura

A questo punto è facile immaginare quel che ci si potrebbe chiedere: ma che differenza c’è tra subentro e voltura?

 

Innanzitutto, in entrambi i casi si tratta di procedimenti volti a cambiare l’intestatario di un contratto di fornitura (o più contratti di fornitura) relativamente alle utenze di luce e gas. Sotto questo aspetto, quindi, il risultato è il medesimo.

 

La voltura, però, va effettuata nei casi in cui il contatore e il contratto di fornitura sono attivi, a differenza del subentro, che va richiesto quando il contratto precedente ha subito la cessazione, e dunque assieme a un cambio dell’intestatario va anche richiesta la riattivazione delle utenze e dei contatori. Naturalmente, entrambe le procedure sono diverse da un nuovo allacciamento delle utenze.

 

Se dunque, per esempio, un utente si trasferisce in un nuovo appartamento, e il precedente inquilino ha traslocato da pochi giorni, è molto improbabile che abbia richiesto la disdetta delle utenze, tanto più che queste operazioni richiedono tempi precisi, l’invio di pratiche e un contributo economico. È più probabile e conveniente che il nuovo inquilino richieda una voltura a suo favore, per il quale sarà lui a pagare le spese dovute.

 

In genere, invece, il subentro si effettua quando si entra in una casa disabitata da un certo periodo di tempo, per cui è molto più probabile che l’inquilino precedente abbia chiesto che le utenze fossero disattivate, così da evitare problemi di sorta con le stesse.

 

In entrambi i casi, comunque, è utile che il nuovo inquilino richiedente contatti l’intestatario precedente, dal momento che sono necessari i medesimi dati sia per il subentro che per la voltura.

 

Subentro: il procedimento in pochi passi

Ma come si richiede il subentro per l’energia elettrica e il gas? Ecco una semplice spiegazione della procedura.

 

In primo luogo occorre tenere a portata di mano tutti i dati necessari, unitamente alla modulistica e alla documentazione richiesta. I dati, generalmente, consistono in:

  • tutti i dati personali anagrafici e identificativi dell’intestatario del contratto, come nome, cognome, codice fiscale e così via, così come un documento d’identità valido che ne attesti la veridicità (di norma è sufficiente una fotocopia della carta d’identità);
  • degli indirizzi di contatto, come un recapito telefonico o un indirizzo e-mail (meglio la posta elettronica certificata in caso di piccole e medie imprese), oltre naturalmente all’indirizzo di fornitura, all’indirizzo di residenza e all’indirizzo di recapito per le fatture (a meno che gli utenti non scelgano la fatturazione elettronica e la bolletta digitale);
  • il codice POD e/o il codice PDR, che sono i codici univoci che identificano una fornitura, rispettivamente, del gas e della luce. Possono essere cercati o in una bolletta precedente, se il nuovo inquilino può entrarne in possesso, o in un altro modulo di supporto oppure, se il contatore installato è digitale di nuova generazione, nel display del contatore stesso, assieme ad altri dati sui consumi e sulla fornitura utili per l’autolettura;
  • altre informazioni sulla fornitura e sui consumi precedenti, come la potenza impegnata in kW (il contatore verrà sempre riattivato con la stessa potenza con cui era stato disattivato; in seguito, si può richiedere l’aumento), il consumo medio annuo, altre caratteristiche dell’abitazione e quindi del consumo energetico;
  • eventualmente, il codice IBAN del proprio conto corrente bancario, qualora si scelga come modalità di pagamento l’addebito della bolletta sul conto tramite domiciliazione bancaria; lo stesso vale, in caso, per il numero di carta di credito.

 

Questi dati devono essere comunicati ai fornitori tramite uno dei canali consueti, ovvero contattando l’assistenza clienti al numero di telefono, a mezzo e-mail o chat sull’area clienti sito internet, o ancora inviando il modello per posta.

 

La conferma e la definitiva stipula del contratto può poi essere effettuata con una comunicazione attraverso le seguenti modalità:

  • tramite l’invio del contratto per posta ordinaria alla sede del fornitore;
  • tramite l’invio del contratto per e-mail o fax, naturalmente compilato e firmato in ogni sua parte, allo sportello designato;
  • a mezzo della registrazione telefonica col servizio clienti, quando cioè la telefonata con cui si conferma il contratto viene registrata e archiviata e assume valore legale.

 

Costi e tempi del subentro

Il subentro ha un costo variabile, che dipende innanzitutto dalla tipologia di mercato.

 

Nel caso di subentro nel servizio di maggior tutela, il costo complessivo dell’intera procedura è di circa 67 €, ripartiti tra il pagamento degli oneri amministrativi al distributore, il contributo fisso dovuto al fornitore per la gestione della pratica, e l’imposta di bollo. In alcuni casi può essere richiesto anche il deposito cauzionale.

 

Se invece si subentra nel mercato libero, i costi possono variare sensibilmente. Vi è un contributo fisso pari a circa 25 € per gli oneri di amministrazione, al quale però va aggiunta una quota di servizio che è il fornitore stesso a stabilire -come viene riportato nella carta dei servizi e nel codice etico- e che può variare da un minimo di 20 € a un massimo di 60 €.

 

È bene, comunque, verificare sempre sul sito internet di ARERA gli eventuali aggiornamenti sui costi per la procedura.

 

Quanto alle tempistiche per il subentro, l’ARERA (Autorità di regolazione energia reti e ambiente) ha stabilito un massimo di 7 giorni lavorativi per il subentro con l’attivazione del contatore, sia per la luce che per il gas.

 

Di questi, 2 giorni sono a disposizione del fornitore per inoltrare al distributore locale la richiesta di riattivazione, mentre 5 sono i giorni che il distributore può impiegare per effettuare la riattivazione.

 

In caso di ritardo del distributore, il cliente ottiene automaticamente il rimborso cui ha diritto, e che a seconda dei giorni di ritardo va da un minimo di 35 € a un massimo di 105 €.

 

Si consiglia comunque di richiedere in anticipo il subentro, almeno una o due settimane prima del trasloco vero e proprio, così da evitare la segnalazione improvvisa di inconvenienti o ritardi.

Quando ci si trasferisce, accade spesso di dover effettuare un subentro per la luce e il gas, così da cambiare l’intestatario dell’utenza e poter usufruire delle forniture.

 

Ma come funziona in concreto il subentro? Come si può fare richiesta? Ecco una breve guida con tutte le risposte.

 

Che cos’è il subentro della luce e del gas

Il subentro di luce e gas è un’operazione amministrativa con cui si richiede il cambio dell’intestatario di un contratto di fornitura, nel caso in cui il contatore sia stato precedentemente disattivato per un certo periodo di tempo.

 

L’effetto del subentro, dunque, è quello di cambiare il nominativo del cliente della fornitura, o delle forniture, per quelle utenze domestiche, riattivando contestualmente il contatore.

 

Quindi, il subentro si effettua, per esempio, quando si trasloca in una nuova abitazione nella quale le forniture, per qualsiasi motivo, sono state interrotte col consenso dell’inquilino precedente al termine della sua permanenza chiedendo la disattivazione dei contatori; oppure, quando occorre riattivare utenze sospese per morosità.

 

In questo modo, con pochi documenti si potrà richiedere alla società di fornitura sia la riattivazione dell’erogazione di luce e gas, sia il cambio del nominativo dal vecchio cliente a quello nuovo.

 

La procedura può essere effettuata sia per la fornitura di gas naturale che per la fornitura di energia elettrica, oppure per entrambe. Le differenze nella richiesta sono minime, e ci può essere una variazione solo a livello di costo dell’operazione e, in alcuni casi, di tempistiche della stessa.

 

Il subentro può essere effettuato sia per persone fisiche che per imprese e aziende di qualunque entità e capitale sociale, e questo vale tanto per il subentrante quanto per l’intestatario precedente delle utenze.

 

L’operazione non richiede interventi di profilo tecnico sul contatore, né un sopralluogo o, in generale, la presenza di un consulente del servizio di distribuzione (a differenza del pronto intervento per manutenzione).

 

Naturalmente, in questo modo gli oneri né i benefici contrattuali relativi alle forniture ricadranno sul nuovo proprietario o affittuario dell’abitazione (o dell’appartamento, se si tratta di un condominio, o in generale dei locali); in base al nuovo contratto stipulato, i costi, le agevolazioni e i bonus possono variare.

 

Poi, una volta portata a termine la procedura, non appena sarà stato eseguito con successo sia il subentro contrattuale che la riattivazione dei contatori, il nuovo intestatario può naturalmente decidere di cambiare il proprio fornitore o le offerte, richiedendo un preventivo nel mercato libero oppure ricorrendo al servizio di maggior tutela. Da questo punto di vista, il subentro non vincola il subentrante.

 

Ma che cosa succede se il precedente intestatario si trovava in condizione di morosità, ovvero se ha lasciato dei debiti con la società di fornitura, dovuti al mancato pagamento delle bollette? In questo caso non c’è da preoccuparsi: il nuovo intestatario non ha obblighi di risarcimento per ammanchi relativi a bollette arretrate, che sono tutti a carico dell’inquilino moroso, che avrà l’obbligo di saldare quanto dovuto o, eventualmente, di aprire una conciliazione o inviare reclami.

 

In alcune circostanze, la società di fornitura potrebbe richiedere la presentazione di un documento firmato dal nuovo proprietario, in cui afferma in una dichiarazione di essere estraneo alla morosità del precedente inquilino, e di essere quindi considerato esonerato da tutte le responsabilità.

 

Differenze fra subentro e voltura

A questo punto è facile immaginare quel che ci si potrebbe chiedere: ma che differenza c’è tra subentro e voltura?

 

Innanzitutto, in entrambi i casi si tratta di procedimenti volti a cambiare l’intestatario di un contratto di fornitura (o più contratti di fornitura) relativamente alle utenze di luce e gas. Sotto questo aspetto, quindi, il risultato è il medesimo.

 

La voltura, però, va effettuata nei casi in cui il contatore e il contratto di fornitura sono attivi, a differenza del subentro, che va richiesto quando il contratto precedente ha subito la cessazione, e dunque assieme a un cambio dell’intestatario va anche richiesta la riattivazione delle utenze e dei contatori. Naturalmente, entrambe le procedure sono diverse da un nuovo allacciamento delle utenze.

 

Se dunque, per esempio, un utente si trasferisce in un nuovo appartamento, e il precedente inquilino ha traslocato da pochi giorni, è molto improbabile che abbia richiesto la disdetta delle utenze, tanto più che queste operazioni richiedono tempi precisi, l’invio di pratiche e un contributo economico. È più probabile e conveniente che il nuovo inquilino richieda una voltura a suo favore, per il quale sarà lui a pagare le spese dovute.

 

In genere, invece, il subentro si effettua quando si entra in una casa disabitata da un certo periodo di tempo, per cui è molto più probabile che l’inquilino precedente abbia chiesto che le utenze fossero disattivate, così da evitare problemi di sorta con le stesse.

 

In entrambi i casi, comunque, è utile che il nuovo inquilino richiedente contatti l’intestatario precedente, dal momento che sono necessari i medesimi dati sia per il subentro che per la voltura.

 

Subentro: il procedimento in pochi passi

Ma come si richiede il subentro per l’energia elettrica e il gas? Ecco una semplice spiegazione della procedura.

 

In primo luogo occorre tenere a portata di mano tutti i dati necessari, unitamente alla modulistica e alla documentazione richiesta. I dati, generalmente, consistono in:

  • tutti i dati personali anagrafici e identificativi dell’intestatario del contratto, come nome, cognome, codice fiscale e così via, così come un documento d’identità valido che ne attesti la veridicità (di norma è sufficiente una fotocopia della carta d’identità);
  • degli indirizzi di contatto, come un recapito telefonico o un indirizzo e-mail (meglio la posta elettronica certificata in caso di piccole e medie imprese), oltre naturalmente all’indirizzo di fornitura, all’indirizzo di residenza e all’indirizzo di recapito per le fatture (a meno che gli utenti non scelgano la fatturazione elettronica e la bolletta digitale);
  • il codice POD e/o il codice PDR, che sono i codici univoci che identificano una fornitura, rispettivamente, del gas e della luce. Possono essere cercati o in una bolletta precedente, se il nuovo inquilino può entrarne in possesso, o in un altro modulo di supporto oppure, se il contatore installato è digitale di nuova generazione, nel display del contatore stesso, assieme ad altri dati sui consumi e sulla fornitura utili per l’autolettura;
  • altre informazioni sulla fornitura e sui consumi precedenti, come la potenza impegnata in kW (il contatore verrà sempre riattivato con la stessa potenza con cui era stato disattivato; in seguito, si può richiedere l’aumento), il consumo medio annuo, altre caratteristiche dell’abitazione e quindi del consumo energetico;
  • eventualmente, il codice IBAN del proprio conto corrente bancario, qualora si scelga come modalità di pagamento l’addebito della bolletta sul conto tramite domiciliazione bancaria; lo stesso vale, in caso, per il numero di carta di credito.

 

Questi dati devono essere comunicati ai fornitori tramite uno dei canali consueti, ovvero contattando l’assistenza clienti al numero di telefono, a mezzo e-mail o chat sull’area clienti sito internet, o ancora inviando il modello per posta.

 

La conferma e la definitiva stipula del contratto può poi essere effettuata con una comunicazione attraverso le seguenti modalità:

  • tramite l’invio del contratto per posta ordinaria alla sede del fornitore;
  • tramite l’invio del contratto per e-mail o fax, naturalmente compilato e firmato in ogni sua parte, allo sportello designato;
  • a mezzo della registrazione telefonica col servizio clienti, quando cioè la telefonata con cui si conferma il contratto viene registrata e archiviata e assume valore legale.

 

Costi e tempi del subentro

Il subentro ha un costo variabile, che dipende innanzitutto dalla tipologia di mercato.

 

Nel caso di subentro nel servizio di maggior tutela, il costo complessivo dell’intera procedura è di circa 67 €, ripartiti tra il pagamento degli oneri amministrativi al distributore, il contributo fisso dovuto al fornitore per la gestione della pratica, e l’imposta di bollo. In alcuni casi può essere richiesto anche il deposito cauzionale.

 

Se invece si subentra nel mercato libero, i costi possono variare sensibilmente. Vi è un contributo fisso pari a circa 25 € per gli oneri di amministrazione, al quale però va aggiunta una quota di servizio che è il fornitore stesso a stabilire -come viene riportato nella carta dei servizi e nel codice etico- e che può variare da un minimo di 20 € a un massimo di 60 €.

 

È bene, comunque, verificare sempre sul sito internet di ARERA gli eventuali aggiornamenti sui costi per la procedura.

 

Quanto alle tempistiche per il subentro, l’ARERA (Autorità di regolazione energia reti e ambiente) ha stabilito un massimo di 7 giorni lavorativi per il subentro con l’attivazione del contatore, sia per la luce che per il gas.

 

Di questi, 2 giorni sono a disposizione del fornitore per inoltrare al distributore locale la richiesta di riattivazione, mentre 5 sono i giorni che il distributore può impiegare per effettuare la riattivazione.

 

In caso di ritardo del distributore, il cliente ottiene automaticamente il rimborso cui ha diritto, e che a seconda dei giorni di ritardo va da un minimo di 35 € a un massimo di 105 €.

 

Si consiglia comunque di richiedere in anticipo il subentro, almeno una o due settimane prima del trasloco vero e proprio, così da evitare la segnalazione improvvisa di inconvenienti o ritardi.

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Subentro luce e gas: che cos’è e come funziona

Quando ci si trasferisce, accade spesso di dover effettuare un subentro per la luce e il gas, così da cambiare l’intestatario dell’utenza e poter usufruire delle forniture.

 

Ma come funziona in concreto il subentro? Come si può fare richiesta? Ecco una breve guida con tutte le risposte.

 

Che cos’è il subentro della luce e del gas

Il subentro di luce e gas è un’operazione amministrativa con cui si richiede il cambio dell’intestatario di un contratto di fornitura, nel caso in cui il contatore sia stato precedentemente disattivato per un certo periodo di tempo.

 

L’effetto del subentro, dunque, è quello di cambiare il nominativo del cliente della fornitura, o delle forniture, per quelle utenze domestiche, riattivando contestualmente il contatore.

 

Quindi, il subentro si effettua, per esempio, quando si trasloca in una nuova abitazione nella quale le forniture, per qualsiasi motivo, sono state interrotte col consenso dell’inquilino precedente al termine della sua permanenza chiedendo la disattivazione dei contatori; oppure, quando occorre riattivare utenze sospese per morosità.

 

In questo modo, con pochi documenti si potrà richiedere alla società di fornitura sia la riattivazione dell’erogazione di luce e gas, sia il cambio del nominativo dal vecchio cliente a quello nuovo.

 

La procedura può essere effettuata sia per la fornitura di gas naturale che per la fornitura di energia elettrica, oppure per entrambe. Le differenze nella richiesta sono minime, e ci può essere una variazione solo a livello di costo dell’operazione e, in alcuni casi, di tempistiche della stessa.

 

Il subentro può essere effettuato sia per persone fisiche che per imprese e aziende di qualunque entità e capitale sociale, e questo vale tanto per il subentrante quanto per l’intestatario precedente delle utenze.

 

L’operazione non richiede interventi di profilo tecnico sul contatore, né un sopralluogo o, in generale, la presenza di un consulente del servizio di distribuzione (a differenza del pronto intervento per manutenzione).

 

Naturalmente, in questo modo gli oneri né i benefici contrattuali relativi alle forniture ricadranno sul nuovo proprietario o affittuario dell’abitazione (o dell’appartamento, se si tratta di un condominio, o in generale dei locali); in base al nuovo contratto stipulato, i costi, le agevolazioni e i bonus possono variare.

 

Poi, una volta portata a termine la procedura, non appena sarà stato eseguito con successo sia il subentro contrattuale che la riattivazione dei contatori, il nuovo intestatario può naturalmente decidere di cambiare il proprio fornitore o le offerte, richiedendo un preventivo nel mercato libero oppure ricorrendo al servizio di maggior tutela. Da questo punto di vista, il subentro non vincola il subentrante.

 

Ma che cosa succede se il precedente intestatario si trovava in condizione di morosità, ovvero se ha lasciato dei debiti con la società di fornitura, dovuti al mancato pagamento delle bollette? In questo caso non c’è da preoccuparsi: il nuovo intestatario non ha obblighi di risarcimento per ammanchi relativi a bollette arretrate, che sono tutti a carico dell’inquilino moroso, che avrà l’obbligo di saldare quanto dovuto o, eventualmente, di aprire una conciliazione o inviare reclami.

 

In alcune circostanze, la società di fornitura potrebbe richiedere la presentazione di un documento firmato dal nuovo proprietario, in cui afferma in una dichiarazione di essere estraneo alla morosità del precedente inquilino, e di essere quindi considerato esonerato da tutte le responsabilità.

 

Differenze fra subentro e voltura

A questo punto è facile immaginare quel che ci si potrebbe chiedere: ma che differenza c’è tra subentro e voltura?

 

Innanzitutto, in entrambi i casi si tratta di procedimenti volti a cambiare l’intestatario di un contratto di fornitura (o più contratti di fornitura) relativamente alle utenze di luce e gas. Sotto questo aspetto, quindi, il risultato è il medesimo.

 

La voltura, però, va effettuata nei casi in cui il contatore e il contratto di fornitura sono attivi, a differenza del subentro, che va richiesto quando il contratto precedente ha subito la cessazione, e dunque assieme a un cambio dell’intestatario va anche richiesta la riattivazione delle utenze e dei contatori. Naturalmente, entrambe le procedure sono diverse da un nuovo allacciamento delle utenze.

 

Se dunque, per esempio, un utente si trasferisce in un nuovo appartamento, e il precedente inquilino ha traslocato da pochi giorni, è molto improbabile che abbia richiesto la disdetta delle utenze, tanto più che queste operazioni richiedono tempi precisi, l’invio di pratiche e un contributo economico. È più probabile e conveniente che il nuovo inquilino richieda una voltura a suo favore, per il quale sarà lui a pagare le spese dovute.

 

In genere, invece, il subentro si effettua quando si entra in una casa disabitata da un certo periodo di tempo, per cui è molto più probabile che l’inquilino precedente abbia chiesto che le utenze fossero disattivate, così da evitare problemi di sorta con le stesse.

 

In entrambi i casi, comunque, è utile che il nuovo inquilino richiedente contatti l’intestatario precedente, dal momento che sono necessari i medesimi dati sia per il subentro che per la voltura.

 

Subentro: il procedimento in pochi passi

Ma come si richiede il subentro per l’energia elettrica e il gas? Ecco una semplice spiegazione della procedura.

 

In primo luogo occorre tenere a portata di mano tutti i dati necessari, unitamente alla modulistica e alla documentazione richiesta. I dati, generalmente, consistono in:

  • tutti i dati personali anagrafici e identificativi dell’intestatario del contratto, come nome, cognome, codice fiscale e così via, così come un documento d’identità valido che ne attesti la veridicità (di norma è sufficiente una fotocopia della carta d’identità);
  • degli indirizzi di contatto, come un recapito telefonico o un indirizzo e-mail (meglio la posta elettronica certificata in caso di piccole e medie imprese), oltre naturalmente all’indirizzo di fornitura, all’indirizzo di residenza e all’indirizzo di recapito per le fatture (a meno che gli utenti non scelgano la fatturazione elettronica e la bolletta digitale);
  • il codice POD e/o il codice PDR, che sono i codici univoci che identificano una fornitura, rispettivamente, del gas e della luce. Possono essere cercati o in una bolletta precedente, se il nuovo inquilino può entrarne in possesso, o in un altro modulo di supporto oppure, se il contatore installato è digitale di nuova generazione, nel display del contatore stesso, assieme ad altri dati sui consumi e sulla fornitura utili per l’autolettura;
  • altre informazioni sulla fornitura e sui consumi precedenti, come la potenza impegnata in kW (il contatore verrà sempre riattivato con la stessa potenza con cui era stato disattivato; in seguito, si può richiedere l’aumento), il consumo medio annuo, altre caratteristiche dell’abitazione e quindi del consumo energetico;
  • eventualmente, il codice IBAN del proprio conto corrente bancario, qualora si scelga come modalità di pagamento l’addebito della bolletta sul conto tramite domiciliazione bancaria; lo stesso vale, in caso, per il numero di carta di credito.

 

Questi dati devono essere comunicati ai fornitori tramite uno dei canali consueti, ovvero contattando l’assistenza clienti al numero di telefono, a mezzo e-mail o chat sull’area clienti sito internet, o ancora inviando il modello per posta.

 

La conferma e la definitiva stipula del contratto può poi essere effettuata con una comunicazione attraverso le seguenti modalità:

  • tramite l’invio del contratto per posta ordinaria alla sede del fornitore;
  • tramite l’invio del contratto per e-mail o fax, naturalmente compilato e firmato in ogni sua parte, allo sportello designato;
  • a mezzo della registrazione telefonica col servizio clienti, quando cioè la telefonata con cui si conferma il contratto viene registrata e archiviata e assume valore legale.

 

Costi e tempi del subentro

Il subentro ha un costo variabile, che dipende innanzitutto dalla tipologia di mercato.

 

Nel caso di subentro nel servizio di maggior tutela, il costo complessivo dell’intera procedura è di circa 67 €, ripartiti tra il pagamento degli oneri amministrativi al distributore, il contributo fisso dovuto al fornitore per la gestione della pratica, e l’imposta di bollo. In alcuni casi può essere richiesto anche il deposito cauzionale.

 

Se invece si subentra nel mercato libero, i costi possono variare sensibilmente. Vi è un contributo fisso pari a circa 25 € per gli oneri di amministrazione, al quale però va aggiunta una quota di servizio che è il fornitore stesso a stabilire -come viene riportato nella carta dei servizi e nel codice etico- e che può variare da un minimo di 20 € a un massimo di 60 €.

 

È bene, comunque, verificare sempre sul sito internet di ARERA gli eventuali aggiornamenti sui costi per la procedura.

 

Quanto alle tempistiche per il subentro, l’ARERA (Autorità di regolazione energia reti e ambiente) ha stabilito un massimo di 7 giorni lavorativi per il subentro con l’attivazione del contatore, sia per la luce che per il gas.

 

Di questi, 2 giorni sono a disposizione del fornitore per inoltrare al distributore locale la richiesta di riattivazione, mentre 5 sono i giorni che il distributore può impiegare per effettuare la riattivazione.

 

In caso di ritardo del distributore, il cliente ottiene automaticamente il rimborso cui ha diritto, e che a seconda dei giorni di ritardo va da un minimo di 35 € a un massimo di 105 €.

 

Si consiglia comunque di richiedere in anticipo il subentro, almeno una o due settimane prima del trasloco vero e proprio, così da evitare la segnalazione improvvisa di inconvenienti o ritardi.