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La disdetta della luce e del gas può essere richiesta direttamente al fornitore per i più svariati motivi; in genere, va effettuata quando ci si trasferisce in una nuova abitazione.

Ecco una breve guida alle disdette: come vanno fatte e quando, quali sono i tempi e i costi previsti, e quali sono tutte le informazioni da conoscere prima di richiedere una disdetta.

 

Disdetta luce e gas: in quali casi richiederla

La procedura per richiedere la disdetta della luce e del gas va attivata solo in determinate circostanze, e soprattutto va distinta da forme simili, ma diverse, di chiusura del contratto, come il recesso.

Ma qual è la differenza tra disdetta e disattivazione? In sintesi, la differenza consiste nel fatto che:

  • la disdetta consiste in una procedura formale di rescissione del contratto, da richiedere al proprio fornitore coi mezzi e nei modi previsti. Il risultato sarà quello di mantenere attiva la possibilità di erogare energia elettrica e gas naturale, senza però avere attivo un contratto che la consenta;
  • la disattivazione della fornitura, invece, si richiede al proprio fornitore (il quale, a propria volta, ne inoltrerà richiesta al distributore), e consiste nel sigillare il contatore e impedire l’erogazione dell’elettricità e del gas, fino a quando l’utenza non verrà riattivata.

Dunque, la disdetta va richiesta quando bisogna trasferirsi in una nuova casa e l’abitazione precedente è destinata a rimanere disabitata per un certo periodo di tempo. In questo modo si eviteranno possibili addebiti non dovuti e, per qualsiasi ragione, erroneamente conteggiati; e inoltre sarà possibile agevolare l’entrata di successivi inquilini.

Se invece la casa dev’essere affittata o comunque abitata da altri poco tempo dopo, è meglio richiedere non una disdetta ma una voltura a favore dei prossimi inquilini - o temporaneamente, del proprietario di casa- così da rendere un altro l’intestatario del contratto. In questo modo si eviteranno addebiti non dovuti e si permetterà anche ai nuovi inquilini di usufruire subito delle proprie utenze.

Se, infine, la casa da cui trasferirsi rimarrà di proprietà ma non sarà più abitata, o dovrà subire lavori importanti di ristrutturazione, può essere conveniente richiedere fin da subito, dapprima la disdetta e poi la disattivazione delle utenze, così da non doverci pensare più.

Ricordiamo, infine, che la disdetta non va effettuata per cambiare fornitore. Se si desidera sottoscrivere una nuova offerta con un’altra società di fornitura, è sufficiente comunicare gli estremi del contratto precedente in fase di stipula del nuovo contratto, e sarà il nuovo fornitore a occuparsi dell’intera procedura.

 

Cosa serve per effettuare la disdetta della luce e del gas

La disdetta della luce e del gas è una procedura semplice e veloce, che non richiede di possedere né una documentazione accurata sulla propria fornitura, né una modulistica specifica.

È sufficiente, infatti, dapprima informarsi sui metodi di contatto con cui si può richiedere al fornitore di disdire la fornitura, indicati nel fascicolo della Carta servizi aziendale o in generale disponibili tra i servizi online del portale del fornitore.

Dopodiché, una volta individuato il sistema corretto per effettuare la disdetta nei giusti termini, basta avere a portata di mano:

  • i documenti e i dati personali dell’intestatario del contratto, dunque la carta d’identità, il codice fiscale, l’indirizzo e così via;
  • il codice cliente riportato in bolletta, un codice univoco che identifica il consumatore titolare del contratto;
  • i codici POD e PDR per luce e gas. Si trovano sia nella bolletta (in genere nella prima pagina, al centro) che sul display del contatore elettronico, e servono a identificare singolarmente la fornitura;
  • l’autolettura del contatore, essenziale per calcolare con precisione i consumi per i quali il cliente dovrà pagare fino alla chiusura della fornitura;
  • un indirizzo di recapito dove il cliente potrà richiedere la consegna della fattura di conguaglio finale o, in caso di problemi, un avviso di mancata disdetta (si può utilizzare anche l’indirizzo mail dove veniva recapitata la fatturazione elettronica);
  • la data precisa per effettuare la disdetta della fornitura, se si desidera effettuare una prenotazione della disdetta e posticiparla nel tempo.

 

Come compilare la domanda della disdetta

La domanda della disdetta può essere effettuata in molti modi, a seconda dei canali di comunicazione messi a disposizione dal fornitore. Tra questi possiamo menzionare:

  • la posta, tramite l’invio dei moduli appositi (trasmessi in allegato ai contratti di fornitura) tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo comunicato dal fornitore;
  • il telefono, al quale contattare gli operatori del centralino di assistenza per richiedere la disdetta. In alcuni casi è possibile prendere appuntamento direttamente dal portale web dell’azienda per effettuare la procedura evitando lunghi tempi di attesa;
  • il fax, una modalità a oggi sempre meno utilizzata ma comunque ancora valida per alcuni fornitori;
  • la mail, in genere attraverso posta elettronica certificata, anche se in alcuni casi è sufficiente la normale casella e-mail. Ricordiamo che la posta elettronica certificata (o PEC) garantisce in più il valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno;
  • la chat tramite accesso al sito del fornitore o l’applicazione messa a disposizione su smartphone o tablet, per spedire la disdetta online in maniera libera, veloce e tutta digitale;
  • gli sportelli fisici presso l'ufficio di una struttura di supporto della società di fornitura.

L’importante è, in ciascuno di questi modi, ricevere una forma di conferma della ricezione, da parte del fornitore, della richiesta di recesso. Il periodo di preavviso massimo per questo tipo di operazioni su un’utenza domestica è al massimo di un mese.

Per quanto riguarda il modulo per le disdette, questo va compilato in tutti i suoi dati, secondo una guida in genere offerta dai fornitori sul loro sito. Un breve elenco dei dati, riferito al modulo disdetta standard di Edison, è: nome, cognome, codice cliente, codice POD o PDR, numero telefonico, indirizzo mail e fisico, data e firma.

 

Tempi e costi della disdetta

La disdetta della fornitura di luce e gas, come per l’annullamento di altri tipi di servizio o abbonamento, ha dei costi. I costi della disdetta possono variare in base a diversi parametri di organizzazione.

In particolare, per quanto riguarda l’energia elettrica, il costo è fisso a 23 € per il servizio di maggior tutela, mentre per il libero mercato può variare a seconda delle diverse relazioni e condizioni contrattuali dei singoli fornitori.

La disdetta del gas, invece, ha un prezzo variabile a livello territoriale e indipendente dal tipo di offerta, stabilito sulla base della concessione che regola il servizio pubblico da parte del distributore locale.

Se assieme alla disdetta è richiesta anche la disattivazione, i costi possono lievitare a causa della necessità di un intervento da parte del tecnico per la chiusura del contatore, e dipendono anche in questo caso da più fattori. La società di distribuzione può richiedere attorno ai 20 € per il trattamento, mentre al distributore che effettua materialmente la prestazione spetta un importo variabile, in genere, tra i 20 € e i 50 €.

Per quanto riguarda i tempi della disdetta, invece, il fornitore ha l’obbligo di trasmettere la richiesta del proprio cliente al distributore entro 2 giorni lavorativi dalla presentazione. Il distributore incaricato provvede alla disattivazione dell’utenza entro altri 5 giorni lavorativi.

La fornitura della luce può essere interrotta a distanza, grazie alla presenza del contatore elettronico comandabile da remoto da parte del distributore. Il gas, invece, richiede un intervento fisico del tecnico abilitato, che dovrà presentarsi a casa e fissare un sigillo al rubinetto del contatore per bloccare l’uscita del gas; l’intervento può ritardare a causa di problemi di accessibilità e gestione del contatore non previsti nella valutazione preventiva.

Se vi sono dei ritardi per un motivo imputabile al distributore rispetto ai tempi di scadenza stabiliti per legge, questi subisce una sanzione e il cliente ha diritto a un indennizzo.

Per la luce, se il ritardo si protrae per 10 giorni, il rimborso è di 35 €; se i giorni sono 15, sale a 70 €, e se si va oltre i 15 giorni arriva fino a 105 €. Per l’utenza del gas, invece, l’indennizzo non dipende dai giorni di ritardo ma dalla tipologia di contatore: 35 € per i contatori domestici, e 70 € per gli altri.

È bene ricordare anche che se al momento della sottoscrizione del contratto è stato pagato un deposito cauzionale di garanzia (dovuto se il metodo di pagamento della bolletta scelto è il bollettino postale e non la domiciliazione su conto corrente bancario), questo viene rimborsato in automatico nella bolletta di chiusura da parte del fornitore entro 30 giorni lavorativi.

La disdetta della luce e del gas può essere richiesta direttamente al fornitore per i più svariati motivi; in genere, va effettuata quando ci si trasferisce in una nuova abitazione.

Ecco una breve guida alle disdette: come vanno fatte e quando, quali sono i tempi e i costi previsti, e quali sono tutte le informazioni da conoscere prima di richiedere una disdetta.

 

Disdetta luce e gas: in quali casi richiederla

La procedura per richiedere la disdetta della luce e del gas va attivata solo in determinate circostanze, e soprattutto va distinta da forme simili, ma diverse, di chiusura del contratto, come il recesso.

Ma qual è la differenza tra disdetta e disattivazione? In sintesi, la differenza consiste nel fatto che:

  • la disdetta consiste in una procedura formale di rescissione del contratto, da richiedere al proprio fornitore coi mezzi e nei modi previsti. Il risultato sarà quello di mantenere attiva la possibilità di erogare energia elettrica e gas naturale, senza però avere attivo un contratto che la consenta;
  • la disattivazione della fornitura, invece, si richiede al proprio fornitore (il quale, a propria volta, ne inoltrerà richiesta al distributore), e consiste nel sigillare il contatore e impedire l’erogazione dell’elettricità e del gas, fino a quando l’utenza non verrà riattivata.

Dunque, la disdetta va richiesta quando bisogna trasferirsi in una nuova casa e l’abitazione precedente è destinata a rimanere disabitata per un certo periodo di tempo. In questo modo si eviteranno possibili addebiti non dovuti e, per qualsiasi ragione, erroneamente conteggiati; e inoltre sarà possibile agevolare l’entrata di successivi inquilini.

Se invece la casa dev’essere affittata o comunque abitata da altri poco tempo dopo, è meglio richiedere non una disdetta ma una voltura a favore dei prossimi inquilini - o temporaneamente, del proprietario di casa- così da rendere un altro l’intestatario del contratto. In questo modo si eviteranno addebiti non dovuti e si permetterà anche ai nuovi inquilini di usufruire subito delle proprie utenze.

Se, infine, la casa da cui trasferirsi rimarrà di proprietà ma non sarà più abitata, o dovrà subire lavori importanti di ristrutturazione, può essere conveniente richiedere fin da subito, dapprima la disdetta e poi la disattivazione delle utenze, così da non doverci pensare più.

Ricordiamo, infine, che la disdetta non va effettuata per cambiare fornitore. Se si desidera sottoscrivere una nuova offerta con un’altra società di fornitura, è sufficiente comunicare gli estremi del contratto precedente in fase di stipula del nuovo contratto, e sarà il nuovo fornitore a occuparsi dell’intera procedura.

 

Cosa serve per effettuare la disdetta della luce e del gas

La disdetta della luce e del gas è una procedura semplice e veloce, che non richiede di possedere né una documentazione accurata sulla propria fornitura, né una modulistica specifica.

È sufficiente, infatti, dapprima informarsi sui metodi di contatto con cui si può richiedere al fornitore di disdire la fornitura, indicati nel fascicolo della Carta servizi aziendale o in generale disponibili tra i servizi online del portale del fornitore.

Dopodiché, una volta individuato il sistema corretto per effettuare la disdetta nei giusti termini, basta avere a portata di mano:

  • i documenti e i dati personali dell’intestatario del contratto, dunque la carta d’identità, il codice fiscale, l’indirizzo e così via;
  • il codice cliente riportato in bolletta, un codice univoco che identifica il consumatore titolare del contratto;
  • i codici POD e PDR per luce e gas. Si trovano sia nella bolletta (in genere nella prima pagina, al centro) che sul display del contatore elettronico, e servono a identificare singolarmente la fornitura;
  • l’autolettura del contatore, essenziale per calcolare con precisione i consumi per i quali il cliente dovrà pagare fino alla chiusura della fornitura;
  • un indirizzo di recapito dove il cliente potrà richiedere la consegna della fattura di conguaglio finale o, in caso di problemi, un avviso di mancata disdetta (si può utilizzare anche l’indirizzo mail dove veniva recapitata la fatturazione elettronica);
  • la data precisa per effettuare la disdetta della fornitura, se si desidera effettuare una prenotazione della disdetta e posticiparla nel tempo.

 

Come compilare la domanda della disdetta

La domanda della disdetta può essere effettuata in molti modi, a seconda dei canali di comunicazione messi a disposizione dal fornitore. Tra questi possiamo menzionare:

  • la posta, tramite l’invio dei moduli appositi (trasmessi in allegato ai contratti di fornitura) tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo comunicato dal fornitore;
  • il telefono, al quale contattare gli operatori del centralino di assistenza per richiedere la disdetta. In alcuni casi è possibile prendere appuntamento direttamente dal portale web dell’azienda per effettuare la procedura evitando lunghi tempi di attesa;
  • il fax, una modalità a oggi sempre meno utilizzata ma comunque ancora valida per alcuni fornitori;
  • la mail, in genere attraverso posta elettronica certificata, anche se in alcuni casi è sufficiente la normale casella e-mail. Ricordiamo che la posta elettronica certificata (o PEC) garantisce in più il valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno;
  • la chat tramite accesso al sito del fornitore o l’applicazione messa a disposizione su smartphone o tablet, per spedire la disdetta online in maniera libera, veloce e tutta digitale;
  • gli sportelli fisici presso l'ufficio di una struttura di supporto della società di fornitura.

L’importante è, in ciascuno di questi modi, ricevere una forma di conferma della ricezione, da parte del fornitore, della richiesta di recesso. Il periodo di preavviso massimo per questo tipo di operazioni su un’utenza domestica è al massimo di un mese.

Per quanto riguarda il modulo per le disdette, questo va compilato in tutti i suoi dati, secondo una guida in genere offerta dai fornitori sul loro sito. Un breve elenco dei dati, riferito al modulo disdetta standard di Edison, è: nome, cognome, codice cliente, codice POD o PDR, numero telefonico, indirizzo mail e fisico, data e firma.

 

Tempi e costi della disdetta

La disdetta della fornitura di luce e gas, come per l’annullamento di altri tipi di servizio o abbonamento, ha dei costi. I costi della disdetta possono variare in base a diversi parametri di organizzazione.

In particolare, per quanto riguarda l’energia elettrica, il costo è fisso a 23 € per il servizio di maggior tutela, mentre per il libero mercato può variare a seconda delle diverse relazioni e condizioni contrattuali dei singoli fornitori.

La disdetta del gas, invece, ha un prezzo variabile a livello territoriale e indipendente dal tipo di offerta, stabilito sulla base della concessione che regola il servizio pubblico da parte del distributore locale.

Se assieme alla disdetta è richiesta anche la disattivazione, i costi possono lievitare a causa della necessità di un intervento da parte del tecnico per la chiusura del contatore, e dipendono anche in questo caso da più fattori. La società di distribuzione può richiedere attorno ai 20 € per il trattamento, mentre al distributore che effettua materialmente la prestazione spetta un importo variabile, in genere, tra i 20 € e i 50 €.

Per quanto riguarda i tempi della disdetta, invece, il fornitore ha l’obbligo di trasmettere la richiesta del proprio cliente al distributore entro 2 giorni lavorativi dalla presentazione. Il distributore incaricato provvede alla disattivazione dell’utenza entro altri 5 giorni lavorativi.

La fornitura della luce può essere interrotta a distanza, grazie alla presenza del contatore elettronico comandabile da remoto da parte del distributore. Il gas, invece, richiede un intervento fisico del tecnico abilitato, che dovrà presentarsi a casa e fissare un sigillo al rubinetto del contatore per bloccare l’uscita del gas; l’intervento può ritardare a causa di problemi di accessibilità e gestione del contatore non previsti nella valutazione preventiva.

Se vi sono dei ritardi per un motivo imputabile al distributore rispetto ai tempi di scadenza stabiliti per legge, questi subisce una sanzione e il cliente ha diritto a un indennizzo.

Per la luce, se il ritardo si protrae per 10 giorni, il rimborso è di 35 €; se i giorni sono 15, sale a 70 €, e se si va oltre i 15 giorni arriva fino a 105 €. Per l’utenza del gas, invece, l’indennizzo non dipende dai giorni di ritardo ma dalla tipologia di contatore: 35 € per i contatori domestici, e 70 € per gli altri.

È bene ricordare anche che se al momento della sottoscrizione del contratto è stato pagato un deposito cauzionale di garanzia (dovuto se il metodo di pagamento della bolletta scelto è il bollettino postale e non la domiciliazione su conto corrente bancario), questo viene rimborsato in automatico nella bolletta di chiusura da parte del fornitore entro 30 giorni lavorativi.

La disdetta della luce e del gas può essere richiesta direttamente al fornitore per i più svariati motivi; in genere, va effettuata quando ci si trasferisce in una nuova abitazione.

Ecco una breve guida alle disdette: come vanno fatte e quando, quali sono i tempi e i costi previsti, e quali sono tutte le informazioni da conoscere prima di richiedere una disdetta.

 

Disdetta luce e gas: in quali casi richiederla

La procedura per richiedere la disdetta della luce e del gas va attivata solo in determinate circostanze, e soprattutto va distinta da forme simili, ma diverse, di chiusura del contratto, come il recesso.

Ma qual è la differenza tra disdetta e disattivazione? In sintesi, la differenza consiste nel fatto che:

  • la disdetta consiste in una procedura formale di rescissione del contratto, da richiedere al proprio fornitore coi mezzi e nei modi previsti. Il risultato sarà quello di mantenere attiva la possibilità di erogare energia elettrica e gas naturale, senza però avere attivo un contratto che la consenta;
  • la disattivazione della fornitura, invece, si richiede al proprio fornitore (il quale, a propria volta, ne inoltrerà richiesta al distributore), e consiste nel sigillare il contatore e impedire l’erogazione dell’elettricità e del gas, fino a quando l’utenza non verrà riattivata.

Dunque, la disdetta va richiesta quando bisogna trasferirsi in una nuova casa e l’abitazione precedente è destinata a rimanere disabitata per un certo periodo di tempo. In questo modo si eviteranno possibili addebiti non dovuti e, per qualsiasi ragione, erroneamente conteggiati; e inoltre sarà possibile agevolare l’entrata di successivi inquilini.

Se invece la casa dev’essere affittata o comunque abitata da altri poco tempo dopo, è meglio richiedere non una disdetta ma una voltura a favore dei prossimi inquilini - o temporaneamente, del proprietario di casa- così da rendere un altro l’intestatario del contratto. In questo modo si eviteranno addebiti non dovuti e si permetterà anche ai nuovi inquilini di usufruire subito delle proprie utenze.

Se, infine, la casa da cui trasferirsi rimarrà di proprietà ma non sarà più abitata, o dovrà subire lavori importanti di ristrutturazione, può essere conveniente richiedere fin da subito, dapprima la disdetta e poi la disattivazione delle utenze, così da non doverci pensare più.

Ricordiamo, infine, che la disdetta non va effettuata per cambiare fornitore. Se si desidera sottoscrivere una nuova offerta con un’altra società di fornitura, è sufficiente comunicare gli estremi del contratto precedente in fase di stipula del nuovo contratto, e sarà il nuovo fornitore a occuparsi dell’intera procedura.

 

Cosa serve per effettuare la disdetta della luce e del gas

La disdetta della luce e del gas è una procedura semplice e veloce, che non richiede di possedere né una documentazione accurata sulla propria fornitura, né una modulistica specifica.

È sufficiente, infatti, dapprima informarsi sui metodi di contatto con cui si può richiedere al fornitore di disdire la fornitura, indicati nel fascicolo della Carta servizi aziendale o in generale disponibili tra i servizi online del portale del fornitore.

Dopodiché, una volta individuato il sistema corretto per effettuare la disdetta nei giusti termini, basta avere a portata di mano:

  • i documenti e i dati personali dell’intestatario del contratto, dunque la carta d’identità, il codice fiscale, l’indirizzo e così via;
  • il codice cliente riportato in bolletta, un codice univoco che identifica il consumatore titolare del contratto;
  • i codici POD e PDR per luce e gas. Si trovano sia nella bolletta (in genere nella prima pagina, al centro) che sul display del contatore elettronico, e servono a identificare singolarmente la fornitura;
  • l’autolettura del contatore, essenziale per calcolare con precisione i consumi per i quali il cliente dovrà pagare fino alla chiusura della fornitura;
  • un indirizzo di recapito dove il cliente potrà richiedere la consegna della fattura di conguaglio finale o, in caso di problemi, un avviso di mancata disdetta (si può utilizzare anche l’indirizzo mail dove veniva recapitata la fatturazione elettronica);
  • la data precisa per effettuare la disdetta della fornitura, se si desidera effettuare una prenotazione della disdetta e posticiparla nel tempo.

 

Come compilare la domanda della disdetta

La domanda della disdetta può essere effettuata in molti modi, a seconda dei canali di comunicazione messi a disposizione dal fornitore. Tra questi possiamo menzionare:

  • la posta, tramite l’invio dei moduli appositi (trasmessi in allegato ai contratti di fornitura) tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo comunicato dal fornitore;
  • il telefono, al quale contattare gli operatori del centralino di assistenza per richiedere la disdetta. In alcuni casi è possibile prendere appuntamento direttamente dal portale web dell’azienda per effettuare la procedura evitando lunghi tempi di attesa;
  • il fax, una modalità a oggi sempre meno utilizzata ma comunque ancora valida per alcuni fornitori;
  • la mail, in genere attraverso posta elettronica certificata, anche se in alcuni casi è sufficiente la normale casella e-mail. Ricordiamo che la posta elettronica certificata (o PEC) garantisce in più il valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno;
  • la chat tramite accesso al sito del fornitore o l’applicazione messa a disposizione su smartphone o tablet, per spedire la disdetta online in maniera libera, veloce e tutta digitale;
  • gli sportelli fisici presso l'ufficio di una struttura di supporto della società di fornitura.

L’importante è, in ciascuno di questi modi, ricevere una forma di conferma della ricezione, da parte del fornitore, della richiesta di recesso. Il periodo di preavviso massimo per questo tipo di operazioni su un’utenza domestica è al massimo di un mese.

Per quanto riguarda il modulo per le disdette, questo va compilato in tutti i suoi dati, secondo una guida in genere offerta dai fornitori sul loro sito. Un breve elenco dei dati, riferito al modulo disdetta standard di Edison, è: nome, cognome, codice cliente, codice POD o PDR, numero telefonico, indirizzo mail e fisico, data e firma.

 

Tempi e costi della disdetta

La disdetta della fornitura di luce e gas, come per l’annullamento di altri tipi di servizio o abbonamento, ha dei costi. I costi della disdetta possono variare in base a diversi parametri di organizzazione.

In particolare, per quanto riguarda l’energia elettrica, il costo è fisso a 23 € per il servizio di maggior tutela, mentre per il libero mercato può variare a seconda delle diverse relazioni e condizioni contrattuali dei singoli fornitori.

La disdetta del gas, invece, ha un prezzo variabile a livello territoriale e indipendente dal tipo di offerta, stabilito sulla base della concessione che regola il servizio pubblico da parte del distributore locale.

Se assieme alla disdetta è richiesta anche la disattivazione, i costi possono lievitare a causa della necessità di un intervento da parte del tecnico per la chiusura del contatore, e dipendono anche in questo caso da più fattori. La società di distribuzione può richiedere attorno ai 20 € per il trattamento, mentre al distributore che effettua materialmente la prestazione spetta un importo variabile, in genere, tra i 20 € e i 50 €.

Per quanto riguarda i tempi della disdetta, invece, il fornitore ha l’obbligo di trasmettere la richiesta del proprio cliente al distributore entro 2 giorni lavorativi dalla presentazione. Il distributore incaricato provvede alla disattivazione dell’utenza entro altri 5 giorni lavorativi.

La fornitura della luce può essere interrotta a distanza, grazie alla presenza del contatore elettronico comandabile da remoto da parte del distributore. Il gas, invece, richiede un intervento fisico del tecnico abilitato, che dovrà presentarsi a casa e fissare un sigillo al rubinetto del contatore per bloccare l’uscita del gas; l’intervento può ritardare a causa di problemi di accessibilità e gestione del contatore non previsti nella valutazione preventiva.

Se vi sono dei ritardi per un motivo imputabile al distributore rispetto ai tempi di scadenza stabiliti per legge, questi subisce una sanzione e il cliente ha diritto a un indennizzo.

Per la luce, se il ritardo si protrae per 10 giorni, il rimborso è di 35 €; se i giorni sono 15, sale a 70 €, e se si va oltre i 15 giorni arriva fino a 105 €. Per l’utenza del gas, invece, l’indennizzo non dipende dai giorni di ritardo ma dalla tipologia di contatore: 35 € per i contatori domestici, e 70 € per gli altri.

È bene ricordare anche che se al momento della sottoscrizione del contratto è stato pagato un deposito cauzionale di garanzia (dovuto se il metodo di pagamento della bolletta scelto è il bollettino postale e non la domiciliazione su conto corrente bancario), questo viene rimborsato in automatico nella bolletta di chiusura da parte del fornitore entro 30 giorni lavorativi.

La disdetta della luce e del gas può essere richiesta direttamente al fornitore per i più svariati motivi; in genere, va effettuata quando ci si trasferisce in una nuova abitazione.

Ecco una breve guida alle disdette: come vanno fatte e quando, quali sono i tempi e i costi previsti, e quali sono tutte le informazioni da conoscere prima di richiedere una disdetta.

 

Disdetta luce e gas: in quali casi richiederla

La procedura per richiedere la disdetta della luce e del gas va attivata solo in determinate circostanze, e soprattutto va distinta da forme simili, ma diverse, di chiusura del contratto, come il recesso.

Ma qual è la differenza tra disdetta e disattivazione? In sintesi, la differenza consiste nel fatto che:

  • la disdetta consiste in una procedura formale di rescissione del contratto, da richiedere al proprio fornitore coi mezzi e nei modi previsti. Il risultato sarà quello di mantenere attiva la possibilità di erogare energia elettrica e gas naturale, senza però avere attivo un contratto che la consenta;
  • la disattivazione della fornitura, invece, si richiede al proprio fornitore (il quale, a propria volta, ne inoltrerà richiesta al distributore), e consiste nel sigillare il contatore e impedire l’erogazione dell’elettricità e del gas, fino a quando l’utenza non verrà riattivata.

Dunque, la disdetta va richiesta quando bisogna trasferirsi in una nuova casa e l’abitazione precedente è destinata a rimanere disabitata per un certo periodo di tempo. In questo modo si eviteranno possibili addebiti non dovuti e, per qualsiasi ragione, erroneamente conteggiati; e inoltre sarà possibile agevolare l’entrata di successivi inquilini.

Se invece la casa dev’essere affittata o comunque abitata da altri poco tempo dopo, è meglio richiedere non una disdetta ma una voltura a favore dei prossimi inquilini - o temporaneamente, del proprietario di casa- così da rendere un altro l’intestatario del contratto. In questo modo si eviteranno addebiti non dovuti e si permetterà anche ai nuovi inquilini di usufruire subito delle proprie utenze.

Se, infine, la casa da cui trasferirsi rimarrà di proprietà ma non sarà più abitata, o dovrà subire lavori importanti di ristrutturazione, può essere conveniente richiedere fin da subito, dapprima la disdetta e poi la disattivazione delle utenze, così da non doverci pensare più.

Ricordiamo, infine, che la disdetta non va effettuata per cambiare fornitore. Se si desidera sottoscrivere una nuova offerta con un’altra società di fornitura, è sufficiente comunicare gli estremi del contratto precedente in fase di stipula del nuovo contratto, e sarà il nuovo fornitore a occuparsi dell’intera procedura.

 

Cosa serve per effettuare la disdetta della luce e del gas

La disdetta della luce e del gas è una procedura semplice e veloce, che non richiede di possedere né una documentazione accurata sulla propria fornitura, né una modulistica specifica.

È sufficiente, infatti, dapprima informarsi sui metodi di contatto con cui si può richiedere al fornitore di disdire la fornitura, indicati nel fascicolo della Carta servizi aziendale o in generale disponibili tra i servizi online del portale del fornitore.

Dopodiché, una volta individuato il sistema corretto per effettuare la disdetta nei giusti termini, basta avere a portata di mano:

  • i documenti e i dati personali dell’intestatario del contratto, dunque la carta d’identità, il codice fiscale, l’indirizzo e così via;
  • il codice cliente riportato in bolletta, un codice univoco che identifica il consumatore titolare del contratto;
  • i codici POD e PDR per luce e gas. Si trovano sia nella bolletta (in genere nella prima pagina, al centro) che sul display del contatore elettronico, e servono a identificare singolarmente la fornitura;
  • l’autolettura del contatore, essenziale per calcolare con precisione i consumi per i quali il cliente dovrà pagare fino alla chiusura della fornitura;
  • un indirizzo di recapito dove il cliente potrà richiedere la consegna della fattura di conguaglio finale o, in caso di problemi, un avviso di mancata disdetta (si può utilizzare anche l’indirizzo mail dove veniva recapitata la fatturazione elettronica);
  • la data precisa per effettuare la disdetta della fornitura, se si desidera effettuare una prenotazione della disdetta e posticiparla nel tempo.

 

Come compilare la domanda della disdetta

La domanda della disdetta può essere effettuata in molti modi, a seconda dei canali di comunicazione messi a disposizione dal fornitore. Tra questi possiamo menzionare:

  • la posta, tramite l’invio dei moduli appositi (trasmessi in allegato ai contratti di fornitura) tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo comunicato dal fornitore;
  • il telefono, al quale contattare gli operatori del centralino di assistenza per richiedere la disdetta. In alcuni casi è possibile prendere appuntamento direttamente dal portale web dell’azienda per effettuare la procedura evitando lunghi tempi di attesa;
  • il fax, una modalità a oggi sempre meno utilizzata ma comunque ancora valida per alcuni fornitori;
  • la mail, in genere attraverso posta elettronica certificata, anche se in alcuni casi è sufficiente la normale casella e-mail. Ricordiamo che la posta elettronica certificata (o PEC) garantisce in più il valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno;
  • la chat tramite accesso al sito del fornitore o l’applicazione messa a disposizione su smartphone o tablet, per spedire la disdetta online in maniera libera, veloce e tutta digitale;
  • gli sportelli fisici presso l'ufficio di una struttura di supporto della società di fornitura.

L’importante è, in ciascuno di questi modi, ricevere una forma di conferma della ricezione, da parte del fornitore, della richiesta di recesso. Il periodo di preavviso massimo per questo tipo di operazioni su un’utenza domestica è al massimo di un mese.

Per quanto riguarda il modulo per le disdette, questo va compilato in tutti i suoi dati, secondo una guida in genere offerta dai fornitori sul loro sito. Un breve elenco dei dati, riferito al modulo disdetta standard di Edison, è: nome, cognome, codice cliente, codice POD o PDR, numero telefonico, indirizzo mail e fisico, data e firma.

 

Tempi e costi della disdetta

La disdetta della fornitura di luce e gas, come per l’annullamento di altri tipi di servizio o abbonamento, ha dei costi. I costi della disdetta possono variare in base a diversi parametri di organizzazione.

In particolare, per quanto riguarda l’energia elettrica, il costo è fisso a 23 € per il servizio di maggior tutela, mentre per il libero mercato può variare a seconda delle diverse relazioni e condizioni contrattuali dei singoli fornitori.

La disdetta del gas, invece, ha un prezzo variabile a livello territoriale e indipendente dal tipo di offerta, stabilito sulla base della concessione che regola il servizio pubblico da parte del distributore locale.

Se assieme alla disdetta è richiesta anche la disattivazione, i costi possono lievitare a causa della necessità di un intervento da parte del tecnico per la chiusura del contatore, e dipendono anche in questo caso da più fattori. La società di distribuzione può richiedere attorno ai 20 € per il trattamento, mentre al distributore che effettua materialmente la prestazione spetta un importo variabile, in genere, tra i 20 € e i 50 €.

Per quanto riguarda i tempi della disdetta, invece, il fornitore ha l’obbligo di trasmettere la richiesta del proprio cliente al distributore entro 2 giorni lavorativi dalla presentazione. Il distributore incaricato provvede alla disattivazione dell’utenza entro altri 5 giorni lavorativi.

La fornitura della luce può essere interrotta a distanza, grazie alla presenza del contatore elettronico comandabile da remoto da parte del distributore. Il gas, invece, richiede un intervento fisico del tecnico abilitato, che dovrà presentarsi a casa e fissare un sigillo al rubinetto del contatore per bloccare l’uscita del gas; l’intervento può ritardare a causa di problemi di accessibilità e gestione del contatore non previsti nella valutazione preventiva.

Se vi sono dei ritardi per un motivo imputabile al distributore rispetto ai tempi di scadenza stabiliti per legge, questi subisce una sanzione e il cliente ha diritto a un indennizzo.

Per la luce, se il ritardo si protrae per 10 giorni, il rimborso è di 35 €; se i giorni sono 15, sale a 70 €, e se si va oltre i 15 giorni arriva fino a 105 €. Per l’utenza del gas, invece, l’indennizzo non dipende dai giorni di ritardo ma dalla tipologia di contatore: 35 € per i contatori domestici, e 70 € per gli altri.

È bene ricordare anche che se al momento della sottoscrizione del contratto è stato pagato un deposito cauzionale di garanzia (dovuto se il metodo di pagamento della bolletta scelto è il bollettino postale e non la domiciliazione su conto corrente bancario), questo viene rimborsato in automatico nella bolletta di chiusura da parte del fornitore entro 30 giorni lavorativi.

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Disdetta luce e gas: come effettuarla

La disdetta della luce e del gas può essere richiesta direttamente al fornitore per i più svariati motivi; in genere, va effettuata quando ci si trasferisce in una nuova abitazione.

Ecco una breve guida alle disdette: come vanno fatte e quando, quali sono i tempi e i costi previsti, e quali sono tutte le informazioni da conoscere prima di richiedere una disdetta.

 

Disdetta luce e gas: in quali casi richiederla

La procedura per richiedere la disdetta della luce e del gas va attivata solo in determinate circostanze, e soprattutto va distinta da forme simili, ma diverse, di chiusura del contratto, come il recesso.

Ma qual è la differenza tra disdetta e disattivazione? In sintesi, la differenza consiste nel fatto che:

  • la disdetta consiste in una procedura formale di rescissione del contratto, da richiedere al proprio fornitore coi mezzi e nei modi previsti. Il risultato sarà quello di mantenere attiva la possibilità di erogare energia elettrica e gas naturale, senza però avere attivo un contratto che la consenta;
  • la disattivazione della fornitura, invece, si richiede al proprio fornitore (il quale, a propria volta, ne inoltrerà richiesta al distributore), e consiste nel sigillare il contatore e impedire l’erogazione dell’elettricità e del gas, fino a quando l’utenza non verrà riattivata.

Dunque, la disdetta va richiesta quando bisogna trasferirsi in una nuova casa e l’abitazione precedente è destinata a rimanere disabitata per un certo periodo di tempo. In questo modo si eviteranno possibili addebiti non dovuti e, per qualsiasi ragione, erroneamente conteggiati; e inoltre sarà possibile agevolare l’entrata di successivi inquilini.

Se invece la casa dev’essere affittata o comunque abitata da altri poco tempo dopo, è meglio richiedere non una disdetta ma una voltura a favore dei prossimi inquilini - o temporaneamente, del proprietario di casa- così da rendere un altro l’intestatario del contratto. In questo modo si eviteranno addebiti non dovuti e si permetterà anche ai nuovi inquilini di usufruire subito delle proprie utenze.

Se, infine, la casa da cui trasferirsi rimarrà di proprietà ma non sarà più abitata, o dovrà subire lavori importanti di ristrutturazione, può essere conveniente richiedere fin da subito, dapprima la disdetta e poi la disattivazione delle utenze, così da non doverci pensare più.

Ricordiamo, infine, che la disdetta non va effettuata per cambiare fornitore. Se si desidera sottoscrivere una nuova offerta con un’altra società di fornitura, è sufficiente comunicare gli estremi del contratto precedente in fase di stipula del nuovo contratto, e sarà il nuovo fornitore a occuparsi dell’intera procedura.

 

Cosa serve per effettuare la disdetta della luce e del gas

La disdetta della luce e del gas è una procedura semplice e veloce, che non richiede di possedere né una documentazione accurata sulla propria fornitura, né una modulistica specifica.

È sufficiente, infatti, dapprima informarsi sui metodi di contatto con cui si può richiedere al fornitore di disdire la fornitura, indicati nel fascicolo della Carta servizi aziendale o in generale disponibili tra i servizi online del portale del fornitore.

Dopodiché, una volta individuato il sistema corretto per effettuare la disdetta nei giusti termini, basta avere a portata di mano:

  • i documenti e i dati personali dell’intestatario del contratto, dunque la carta d’identità, il codice fiscale, l’indirizzo e così via;
  • il codice cliente riportato in bolletta, un codice univoco che identifica il consumatore titolare del contratto;
  • i codici POD e PDR per luce e gas. Si trovano sia nella bolletta (in genere nella prima pagina, al centro) che sul display del contatore elettronico, e servono a identificare singolarmente la fornitura;
  • l’autolettura del contatore, essenziale per calcolare con precisione i consumi per i quali il cliente dovrà pagare fino alla chiusura della fornitura;
  • un indirizzo di recapito dove il cliente potrà richiedere la consegna della fattura di conguaglio finale o, in caso di problemi, un avviso di mancata disdetta (si può utilizzare anche l’indirizzo mail dove veniva recapitata la fatturazione elettronica);
  • la data precisa per effettuare la disdetta della fornitura, se si desidera effettuare una prenotazione della disdetta e posticiparla nel tempo.

 

Come compilare la domanda della disdetta

La domanda della disdetta può essere effettuata in molti modi, a seconda dei canali di comunicazione messi a disposizione dal fornitore. Tra questi possiamo menzionare:

  • la posta, tramite l’invio dei moduli appositi (trasmessi in allegato ai contratti di fornitura) tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo comunicato dal fornitore;
  • il telefono, al quale contattare gli operatori del centralino di assistenza per richiedere la disdetta. In alcuni casi è possibile prendere appuntamento direttamente dal portale web dell’azienda per effettuare la procedura evitando lunghi tempi di attesa;
  • il fax, una modalità a oggi sempre meno utilizzata ma comunque ancora valida per alcuni fornitori;
  • la mail, in genere attraverso posta elettronica certificata, anche se in alcuni casi è sufficiente la normale casella e-mail. Ricordiamo che la posta elettronica certificata (o PEC) garantisce in più il valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno;
  • la chat tramite accesso al sito del fornitore o l’applicazione messa a disposizione su smartphone o tablet, per spedire la disdetta online in maniera libera, veloce e tutta digitale;
  • gli sportelli fisici presso l'ufficio di una struttura di supporto della società di fornitura.

L’importante è, in ciascuno di questi modi, ricevere una forma di conferma della ricezione, da parte del fornitore, della richiesta di recesso. Il periodo di preavviso massimo per questo tipo di operazioni su un’utenza domestica è al massimo di un mese.

Per quanto riguarda il modulo per le disdette, questo va compilato in tutti i suoi dati, secondo una guida in genere offerta dai fornitori sul loro sito. Un breve elenco dei dati, riferito al modulo disdetta standard di Edison, è: nome, cognome, codice cliente, codice POD o PDR, numero telefonico, indirizzo mail e fisico, data e firma.

 

Tempi e costi della disdetta

La disdetta della fornitura di luce e gas, come per l’annullamento di altri tipi di servizio o abbonamento, ha dei costi. I costi della disdetta possono variare in base a diversi parametri di organizzazione.

In particolare, per quanto riguarda l’energia elettrica, il costo è fisso a 23 € per il servizio di maggior tutela, mentre per il libero mercato può variare a seconda delle diverse relazioni e condizioni contrattuali dei singoli fornitori.

La disdetta del gas, invece, ha un prezzo variabile a livello territoriale e indipendente dal tipo di offerta, stabilito sulla base della concessione che regola il servizio pubblico da parte del distributore locale.

Se assieme alla disdetta è richiesta anche la disattivazione, i costi possono lievitare a causa della necessità di un intervento da parte del tecnico per la chiusura del contatore, e dipendono anche in questo caso da più fattori. La società di distribuzione può richiedere attorno ai 20 € per il trattamento, mentre al distributore che effettua materialmente la prestazione spetta un importo variabile, in genere, tra i 20 € e i 50 €.

Per quanto riguarda i tempi della disdetta, invece, il fornitore ha l’obbligo di trasmettere la richiesta del proprio cliente al distributore entro 2 giorni lavorativi dalla presentazione. Il distributore incaricato provvede alla disattivazione dell’utenza entro altri 5 giorni lavorativi.

La fornitura della luce può essere interrotta a distanza, grazie alla presenza del contatore elettronico comandabile da remoto da parte del distributore. Il gas, invece, richiede un intervento fisico del tecnico abilitato, che dovrà presentarsi a casa e fissare un sigillo al rubinetto del contatore per bloccare l’uscita del gas; l’intervento può ritardare a causa di problemi di accessibilità e gestione del contatore non previsti nella valutazione preventiva.

Se vi sono dei ritardi per un motivo imputabile al distributore rispetto ai tempi di scadenza stabiliti per legge, questi subisce una sanzione e il cliente ha diritto a un indennizzo.

Per la luce, se il ritardo si protrae per 10 giorni, il rimborso è di 35 €; se i giorni sono 15, sale a 70 €, e se si va oltre i 15 giorni arriva fino a 105 €. Per l’utenza del gas, invece, l’indennizzo non dipende dai giorni di ritardo ma dalla tipologia di contatore: 35 € per i contatori domestici, e 70 € per gli altri.

È bene ricordare anche che se al momento della sottoscrizione del contratto è stato pagato un deposito cauzionale di garanzia (dovuto se il metodo di pagamento della bolletta scelto è il bollettino postale e non la domiciliazione su conto corrente bancario), questo viene rimborsato in automatico nella bolletta di chiusura da parte del fornitore entro 30 giorni lavorativi.