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Quasi tutte le società di fornitura offrono per l’energia elettrica sia una tariffa monoraria tradizionale che una tariffa bioraria, ossia con due costi dell’energia differenziati per fasce orarie e giorni della settimana.

 

 

Ma qual è il funzionamento di una tariffa bioraria? È vero che permette di risparmiare? E quali sono tutti i vantaggi? Ecco tutte le informazioni e le risposte in questa guida facile alla tariffa bioraria.

 

Come funziona la tariffa bioraria?

La tariffa bioraria è una tariffa in cui il prezzo dell’energia è differenziato in base alle fasce orarie, cioè al momento in cui viene consumata.

 

In alcune ore del giorno e in alcuni giorni della settimana, con una tariffa a regime biorario si può pagare di meno per la luce. Edison, come altri fornitori, offre alcune offerte luce con tariffa bioraria, con il prezzo dell’energia elettrica differenziato in base alle fasce di consumo.

 

Ovviamente, un contratto biorario può essere sottoscritto a seguito di allaccio e nuova attivazione, oppure anche di subentro e voltura, sia per offerte domestiche (case, condomini) che per le aziende.

 

In particolare, anche se le fasce orarie sono tre, per il mercato domestico si fa quasi sempre riferimento alle offerte differenziate in due fasce orarie, F1 e F23, corrispondenti grossomodo l’una alle ore diurne dei giorni feriali, e l’altra alle ore notturne e ai giorni festivi.

 

Ma perché il prezzo dell’energia è più basso in F2-F3? La variazione dipende dalla variazione del rapporto tra domanda (richiesta di energia da parte dei lavoratori e dei consumatori o clienti privati) e offerta (produzione di energia da parte delle centrali).

 

Durante il giorno, la domanda di energia è più elevata, per via delle imprese e di tutte le attività produttive, lavorative e sociali; per contro, di notte e nei giorni festivi, le attività lavorative sono per lo più chiuse, l’elettricità è meno consumata e costa meno.

 

È da notare che, almeno fino a 10 anni fa, la variazione tra F1 e F2-F3 era notevole, ovvero il prezzo diurno e quello notturno e festivo erano molto diversi, con una variabilità che poteva toccare anche il 40% tra F1 e F3.

 

Il motivo era la forte richiesta di energia nelle ore diurne, a causa della gran quantità di fabbriche e di attività produttive funzionanti.

 

L’andamento del mercato è cambiato negli anni più recenti, e la differenza tra F1 e F23 si è ridotta anche di molto: in tempi recenti oscilla tra il 5 e il 10% nelle fasce F1 e F3.

 

Ma perché questa differenza? La ragione principale è stata l’ingresso nel mercato delle energie rinnovabili e sostenibili ad alta efficienza, come il fotovoltaico, il geotermico, l’idroelettrico e l’eolico. Tali energie vengono prodotte (soprattutto quella solare) principalmente nelle ore diurne di punta, venendo incontro alla domanda e dunque provocando un ribasso del prezzo dell’energia nel mercato all’ingrosso, che si è riflettuto sui costi per l’utente finale.

 

In più, e in risposta a questa variazione, anche le centrali tradizionali a petrolio e gas hanno modificato la loro produzione, aumentandola di sera e diminuendola di giorno, e facendo salire il prezzo delle tariffe serali e notturne per poter riportare in equilibrio i guadagni.

 

Quali sono i vantaggi della tariffa bioraria

Scegliere un’offerta con tariffa bioraria porta numerosi vantaggi per gli utenti domestici: su tutti la possibilità di risparmiare in bolletta, non tanto a causa di un risparmio energetico quanto per un cambiamento nelle proprie abitudini di consumo.

 

Nella fascia oraria F23, infatti, l’energia costa molto meno. Se dunque, per esempio, il consumatore si abitua a utilizzare l’aspirapolvere o il ferro da stiro nei fine settimana, ad accendere lo scaldabagno elettrico di sera o a programmare la lavatrice per un ciclo notturno, allora potrà notare da subito un risparmio nelle bollette.

 

Le tariffe ripartite per fasce orarie sono utilizzate del resto da molto tempo anche nelle industrie e nei sistemi produttivi, permettendo quindi forti risparmi anche per il cliente non domestico, come dimostra spesso anche solo un preventivo.

 

Nelle tariffe monorarie, infatti, i consumatori che utilizzano l’energia nelle fasce F23 pagano di più rispetto a coloro che hanno una tariffa bioraria; sono questi ultimi, al contrario, che nelle ore di punta pagano di più rispetto ai clienti domestici con tariffe monorarie.

 

Che cosa significa questo? Significa che per risparmiare con una tariffa bioraria è necessario riorganizzare le proprie abitudini, altrimenti non sarà possibile approfittare del risparmio e dei benefici offerti.

 

Si ricorda che tutti gli altri costi in fatturazione nella bolletta delle utenze dell’energia restano gli stessi sia per un’offerta monoraria che per una bioraria: quota del canone RAI, costi di gestione del contatore elettronico, oneri di sistema e così via; parimenti, restano uguali tutti gli incentivi, le forme di contributo e sconto e le agevolazioni per gli aventi diritto con valutazione e certificazione, indicando i dati consueti (codice fiscale, partita IVA, altri documenti).

 

Quante fasce orarie esistono

In tutto, esistono tre fasce orarie: F1, F2 ed F3, così ripartite:

  • fascia F1. Sono le ore di punta, quando si verificano i picchi di consumo: dalle 8.00 del mattino alle 19.00, dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni festivi;
  • fascia F2. Sono le ore intermedie, dalle 7.00 alle 8.00 di mattina e dalle 19.00 alle 23.00, dal lunedì al venerdì; invece, nei giorni festivi e di sabato, dalle 7.00 alle 23.00;
  • fascia F3. Si tratta delle ore fuori punta, che vanno dalle 24.00 alle 7.00 e, dal lunedì al sabato, dalle 23.00 alle 24.00; in più, sono tutte le ore della domenica e dei giorni festivi.

 

In genere, però, la divisione è su due sole fasce orarie, ossia la fascia F1 e una fascia F23 (o F2-F3), che va dalle 19.00 alle 8.00 tutti i giorni, più tutte le ore della domenica e dei festivi.

 

Si ricorda che qualche fornitore nazionale mette a disposizione anche tariffe triorarie, anche se sono molto meno frequenti. Sono quelle effettivamente differenziate nelle tre diverse fasce F1, F2 e F3, offerte spesso solo per le aziende e i clienti con partita IVA; Edison, per esempio, permette alle imprese di scegliere tra più offerte con fasce triorarie differenziate.

 

La tariffa bioraria conviene davvero?

Da tutto questo deriva che la tariffa bioraria può essere davvero conveniente, a patto di saperla utilizzare al meglio.

 

L’essenziale è scegliere la tariffa migliore per le proprie esigenze. Infatti, quasi tutti i fornitori, sia sul mercato libero che sul mercato tutelato (o servizio di maggior tutela), offrono sia tariffe monorarie che biorarie, e la scelta dipende dalle necessità del consumatore.

 

Si può dire che, in generale, la tariffa bioraria conviene sempre se si è disposti a cambiare le proprie abitudini nelle faccende domestiche e nelle attività di tutti i giorni.

 

Qualche esempio? È possibile risparmiare sul consumo annuo scegliendo una tariffa elettrica bioraria e impostando la lavatrice e la lavastoviglie solo dopo le 19.00; se si usa uno scaldabagno elettrico, è bene farsi la doccia di prima mattina o in tarda serata; lo stesso vale per tutti gli elettrodomestici o in generale le attività più energivore, come caricare i mezzi per la mobilità elettrica, utilizzare il forno, il phon, un generatore di calore o l’aspirapolvere.

 

Al contrario, con una offerta monoraria difficilmente si può risparmiare in questo modo; in quel caso, per risparmiare denaro occorrerà concentrarsi soprattutto sul risparmio di energia, per esempio evitando di avviare lavatrici piene solo a metà, o tenendo accesi gli elettrodomestici e gli impianti energivori anche quando non servono.

 

Certo, occorre anche rilevare che ad oggi la differenza non è più così marcata, all’interno delle fasce orarie.

 

Questo vale soprattutto nel mercato tutelato, in cui il prezzo fisso dell’energia per fasce orarie è molto simile a quello all’ingrosso, che, come abbiamo anticipato, ormai quasi non si differenzia tra la fascia F1 e le fasce F23. In questi casi, stante anche la differenza del trimestre, il risparmio potrebbe essere irrisorio, di pochissimi euro ogni anno, al costo di cambiare le proprie abitudini per i consumi elettrici.

 

Prendendo un esempio standard, quello di una tra le possibili famiglie medie, che consuma 2700 kWh annui e ha un contatore con potenza impegnata di 3 kW, si può riscontrare che nel servizio di tutela potrebbe risparmiare appena 9 o 10€ con un’offerta bioraria rispetto a una monoraria.

 

Il discorso si fa diverso nel mercato libero. Se il proprio fornitore adotta un’offerta con una forte dimensione variabile tra il prezzo bloccato in F1 e quello in F2, nell’ordine di almeno il 35 o 40%, è possibile che il cliente finale possa trarne un vantaggio maggiore, sia pure non elevatissimo.

Quasi tutte le società di fornitura offrono per l’energia elettrica sia una tariffa monoraria tradizionale che una tariffa bioraria, ossia con due costi dell’energia differenziati per fasce orarie e giorni della settimana.

 

 

Ma qual è il funzionamento di una tariffa bioraria? È vero che permette di risparmiare? E quali sono tutti i vantaggi? Ecco tutte le informazioni e le risposte in questa guida facile alla tariffa bioraria.

 

Come funziona la tariffa bioraria?

La tariffa bioraria è una tariffa in cui il prezzo dell’energia è differenziato in base alle fasce orarie, cioè al momento in cui viene consumata.

 

In alcune ore del giorno e in alcuni giorni della settimana, con una tariffa a regime biorario si può pagare di meno per la luce. Edison, come altri fornitori, offre alcune offerte luce con tariffa bioraria, con il prezzo dell’energia elettrica differenziato in base alle fasce di consumo.

 

Ovviamente, un contratto biorario può essere sottoscritto a seguito di allaccio e nuova attivazione, oppure anche di subentro e voltura, sia per offerte domestiche (case, condomini) che per le aziende.

 

In particolare, anche se le fasce orarie sono tre, per il mercato domestico si fa quasi sempre riferimento alle offerte differenziate in due fasce orarie, F1 e F23, corrispondenti grossomodo l’una alle ore diurne dei giorni feriali, e l’altra alle ore notturne e ai giorni festivi.

 

Ma perché il prezzo dell’energia è più basso in F2-F3? La variazione dipende dalla variazione del rapporto tra domanda (richiesta di energia da parte dei lavoratori e dei consumatori o clienti privati) e offerta (produzione di energia da parte delle centrali).

 

Durante il giorno, la domanda di energia è più elevata, per via delle imprese e di tutte le attività produttive, lavorative e sociali; per contro, di notte e nei giorni festivi, le attività lavorative sono per lo più chiuse, l’elettricità è meno consumata e costa meno.

 

È da notare che, almeno fino a 10 anni fa, la variazione tra F1 e F2-F3 era notevole, ovvero il prezzo diurno e quello notturno e festivo erano molto diversi, con una variabilità che poteva toccare anche il 40% tra F1 e F3.

 

Il motivo era la forte richiesta di energia nelle ore diurne, a causa della gran quantità di fabbriche e di attività produttive funzionanti.

 

L’andamento del mercato è cambiato negli anni più recenti, e la differenza tra F1 e F23 si è ridotta anche di molto: in tempi recenti oscilla tra il 5 e il 10% nelle fasce F1 e F3.

 

Ma perché questa differenza? La ragione principale è stata l’ingresso nel mercato delle energie rinnovabili e sostenibili ad alta efficienza, come il fotovoltaico, il geotermico, l’idroelettrico e l’eolico. Tali energie vengono prodotte (soprattutto quella solare) principalmente nelle ore diurne di punta, venendo incontro alla domanda e dunque provocando un ribasso del prezzo dell’energia nel mercato all’ingrosso, che si è riflettuto sui costi per l’utente finale.

 

In più, e in risposta a questa variazione, anche le centrali tradizionali a petrolio e gas hanno modificato la loro produzione, aumentandola di sera e diminuendola di giorno, e facendo salire il prezzo delle tariffe serali e notturne per poter riportare in equilibrio i guadagni.

 

Quali sono i vantaggi della tariffa bioraria

Scegliere un’offerta con tariffa bioraria porta numerosi vantaggi per gli utenti domestici: su tutti la possibilità di risparmiare in bolletta, non tanto a causa di un risparmio energetico quanto per un cambiamento nelle proprie abitudini di consumo.

 

Nella fascia oraria F23, infatti, l’energia costa molto meno. Se dunque, per esempio, il consumatore si abitua a utilizzare l’aspirapolvere o il ferro da stiro nei fine settimana, ad accendere lo scaldabagno elettrico di sera o a programmare la lavatrice per un ciclo notturno, allora potrà notare da subito un risparmio nelle bollette.

 

Le tariffe ripartite per fasce orarie sono utilizzate del resto da molto tempo anche nelle industrie e nei sistemi produttivi, permettendo quindi forti risparmi anche per il cliente non domestico, come dimostra spesso anche solo un preventivo.

 

Nelle tariffe monorarie, infatti, i consumatori che utilizzano l’energia nelle fasce F23 pagano di più rispetto a coloro che hanno una tariffa bioraria; sono questi ultimi, al contrario, che nelle ore di punta pagano di più rispetto ai clienti domestici con tariffe monorarie.

 

Che cosa significa questo? Significa che per risparmiare con una tariffa bioraria è necessario riorganizzare le proprie abitudini, altrimenti non sarà possibile approfittare del risparmio e dei benefici offerti.

 

Si ricorda che tutti gli altri costi in fatturazione nella bolletta delle utenze dell’energia restano gli stessi sia per un’offerta monoraria che per una bioraria: quota del canone RAI, costi di gestione del contatore elettronico, oneri di sistema e così via; parimenti, restano uguali tutti gli incentivi, le forme di contributo e sconto e le agevolazioni per gli aventi diritto con valutazione e certificazione, indicando i dati consueti (codice fiscale, partita IVA, altri documenti).

 

Quante fasce orarie esistono

In tutto, esistono tre fasce orarie: F1, F2 ed F3, così ripartite:

  • fascia F1. Sono le ore di punta, quando si verificano i picchi di consumo: dalle 8.00 del mattino alle 19.00, dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni festivi;
  • fascia F2. Sono le ore intermedie, dalle 7.00 alle 8.00 di mattina e dalle 19.00 alle 23.00, dal lunedì al venerdì; invece, nei giorni festivi e di sabato, dalle 7.00 alle 23.00;
  • fascia F3. Si tratta delle ore fuori punta, che vanno dalle 24.00 alle 7.00 e, dal lunedì al sabato, dalle 23.00 alle 24.00; in più, sono tutte le ore della domenica e dei giorni festivi.

 

In genere, però, la divisione è su due sole fasce orarie, ossia la fascia F1 e una fascia F23 (o F2-F3), che va dalle 19.00 alle 8.00 tutti i giorni, più tutte le ore della domenica e dei festivi.

 

Si ricorda che qualche fornitore nazionale mette a disposizione anche tariffe triorarie, anche se sono molto meno frequenti. Sono quelle effettivamente differenziate nelle tre diverse fasce F1, F2 e F3, offerte spesso solo per le aziende e i clienti con partita IVA; Edison, per esempio, permette alle imprese di scegliere tra più offerte con fasce triorarie differenziate.

 

La tariffa bioraria conviene davvero?

Da tutto questo deriva che la tariffa bioraria può essere davvero conveniente, a patto di saperla utilizzare al meglio.

 

L’essenziale è scegliere la tariffa migliore per le proprie esigenze. Infatti, quasi tutti i fornitori, sia sul mercato libero che sul mercato tutelato (o servizio di maggior tutela), offrono sia tariffe monorarie che biorarie, e la scelta dipende dalle necessità del consumatore.

 

Si può dire che, in generale, la tariffa bioraria conviene sempre se si è disposti a cambiare le proprie abitudini nelle faccende domestiche e nelle attività di tutti i giorni.

 

Qualche esempio? È possibile risparmiare sul consumo annuo scegliendo una tariffa elettrica bioraria e impostando la lavatrice e la lavastoviglie solo dopo le 19.00; se si usa uno scaldabagno elettrico, è bene farsi la doccia di prima mattina o in tarda serata; lo stesso vale per tutti gli elettrodomestici o in generale le attività più energivore, come caricare i mezzi per la mobilità elettrica, utilizzare il forno, il phon, un generatore di calore o l’aspirapolvere.

 

Al contrario, con una offerta monoraria difficilmente si può risparmiare in questo modo; in quel caso, per risparmiare denaro occorrerà concentrarsi soprattutto sul risparmio di energia, per esempio evitando di avviare lavatrici piene solo a metà, o tenendo accesi gli elettrodomestici e gli impianti energivori anche quando non servono.

 

Certo, occorre anche rilevare che ad oggi la differenza non è più così marcata, all’interno delle fasce orarie.

 

Questo vale soprattutto nel mercato tutelato, in cui il prezzo fisso dell’energia per fasce orarie è molto simile a quello all’ingrosso, che, come abbiamo anticipato, ormai quasi non si differenzia tra la fascia F1 e le fasce F23. In questi casi, stante anche la differenza del trimestre, il risparmio potrebbe essere irrisorio, di pochissimi euro ogni anno, al costo di cambiare le proprie abitudini per i consumi elettrici.

 

Prendendo un esempio standard, quello di una tra le possibili famiglie medie, che consuma 2700 kWh annui e ha un contatore con potenza impegnata di 3 kW, si può riscontrare che nel servizio di tutela potrebbe risparmiare appena 9 o 10€ con un’offerta bioraria rispetto a una monoraria.

 

Il discorso si fa diverso nel mercato libero. Se il proprio fornitore adotta un’offerta con una forte dimensione variabile tra il prezzo bloccato in F1 e quello in F2, nell’ordine di almeno il 35 o 40%, è possibile che il cliente finale possa trarne un vantaggio maggiore, sia pure non elevatissimo.

Quasi tutte le società di fornitura offrono per l’energia elettrica sia una tariffa monoraria tradizionale che una tariffa bioraria, ossia con due costi dell’energia differenziati per fasce orarie e giorni della settimana.

 

 

Ma qual è il funzionamento di una tariffa bioraria? È vero che permette di risparmiare? E quali sono tutti i vantaggi? Ecco tutte le informazioni e le risposte in questa guida facile alla tariffa bioraria.

 

Come funziona la tariffa bioraria?

La tariffa bioraria è una tariffa in cui il prezzo dell’energia è differenziato in base alle fasce orarie, cioè al momento in cui viene consumata.

 

In alcune ore del giorno e in alcuni giorni della settimana, con una tariffa a regime biorario si può pagare di meno per la luce. Edison, come altri fornitori, offre alcune offerte luce con tariffa bioraria, con il prezzo dell’energia elettrica differenziato in base alle fasce di consumo.

 

Ovviamente, un contratto biorario può essere sottoscritto a seguito di allaccio e nuova attivazione, oppure anche di subentro e voltura, sia per offerte domestiche (case, condomini) che per le aziende.

 

In particolare, anche se le fasce orarie sono tre, per il mercato domestico si fa quasi sempre riferimento alle offerte differenziate in due fasce orarie, F1 e F23, corrispondenti grossomodo l’una alle ore diurne dei giorni feriali, e l’altra alle ore notturne e ai giorni festivi.

 

Ma perché il prezzo dell’energia è più basso in F2-F3? La variazione dipende dalla variazione del rapporto tra domanda (richiesta di energia da parte dei lavoratori e dei consumatori o clienti privati) e offerta (produzione di energia da parte delle centrali).

 

Durante il giorno, la domanda di energia è più elevata, per via delle imprese e di tutte le attività produttive, lavorative e sociali; per contro, di notte e nei giorni festivi, le attività lavorative sono per lo più chiuse, l’elettricità è meno consumata e costa meno.

 

È da notare che, almeno fino a 10 anni fa, la variazione tra F1 e F2-F3 era notevole, ovvero il prezzo diurno e quello notturno e festivo erano molto diversi, con una variabilità che poteva toccare anche il 40% tra F1 e F3.

 

Il motivo era la forte richiesta di energia nelle ore diurne, a causa della gran quantità di fabbriche e di attività produttive funzionanti.

 

L’andamento del mercato è cambiato negli anni più recenti, e la differenza tra F1 e F23 si è ridotta anche di molto: in tempi recenti oscilla tra il 5 e il 10% nelle fasce F1 e F3.

 

Ma perché questa differenza? La ragione principale è stata l’ingresso nel mercato delle energie rinnovabili e sostenibili ad alta efficienza, come il fotovoltaico, il geotermico, l’idroelettrico e l’eolico. Tali energie vengono prodotte (soprattutto quella solare) principalmente nelle ore diurne di punta, venendo incontro alla domanda e dunque provocando un ribasso del prezzo dell’energia nel mercato all’ingrosso, che si è riflettuto sui costi per l’utente finale.

 

In più, e in risposta a questa variazione, anche le centrali tradizionali a petrolio e gas hanno modificato la loro produzione, aumentandola di sera e diminuendola di giorno, e facendo salire il prezzo delle tariffe serali e notturne per poter riportare in equilibrio i guadagni.

 

Quali sono i vantaggi della tariffa bioraria

Scegliere un’offerta con tariffa bioraria porta numerosi vantaggi per gli utenti domestici: su tutti la possibilità di risparmiare in bolletta, non tanto a causa di un risparmio energetico quanto per un cambiamento nelle proprie abitudini di consumo.

 

Nella fascia oraria F23, infatti, l’energia costa molto meno. Se dunque, per esempio, il consumatore si abitua a utilizzare l’aspirapolvere o il ferro da stiro nei fine settimana, ad accendere lo scaldabagno elettrico di sera o a programmare la lavatrice per un ciclo notturno, allora potrà notare da subito un risparmio nelle bollette.

 

Le tariffe ripartite per fasce orarie sono utilizzate del resto da molto tempo anche nelle industrie e nei sistemi produttivi, permettendo quindi forti risparmi anche per il cliente non domestico, come dimostra spesso anche solo un preventivo.

 

Nelle tariffe monorarie, infatti, i consumatori che utilizzano l’energia nelle fasce F23 pagano di più rispetto a coloro che hanno una tariffa bioraria; sono questi ultimi, al contrario, che nelle ore di punta pagano di più rispetto ai clienti domestici con tariffe monorarie.

 

Che cosa significa questo? Significa che per risparmiare con una tariffa bioraria è necessario riorganizzare le proprie abitudini, altrimenti non sarà possibile approfittare del risparmio e dei benefici offerti.

 

Si ricorda che tutti gli altri costi in fatturazione nella bolletta delle utenze dell’energia restano gli stessi sia per un’offerta monoraria che per una bioraria: quota del canone RAI, costi di gestione del contatore elettronico, oneri di sistema e così via; parimenti, restano uguali tutti gli incentivi, le forme di contributo e sconto e le agevolazioni per gli aventi diritto con valutazione e certificazione, indicando i dati consueti (codice fiscale, partita IVA, altri documenti).

 

Quante fasce orarie esistono

In tutto, esistono tre fasce orarie: F1, F2 ed F3, così ripartite:

  • fascia F1. Sono le ore di punta, quando si verificano i picchi di consumo: dalle 8.00 del mattino alle 19.00, dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni festivi;
  • fascia F2. Sono le ore intermedie, dalle 7.00 alle 8.00 di mattina e dalle 19.00 alle 23.00, dal lunedì al venerdì; invece, nei giorni festivi e di sabato, dalle 7.00 alle 23.00;
  • fascia F3. Si tratta delle ore fuori punta, che vanno dalle 24.00 alle 7.00 e, dal lunedì al sabato, dalle 23.00 alle 24.00; in più, sono tutte le ore della domenica e dei giorni festivi.

 

In genere, però, la divisione è su due sole fasce orarie, ossia la fascia F1 e una fascia F23 (o F2-F3), che va dalle 19.00 alle 8.00 tutti i giorni, più tutte le ore della domenica e dei festivi.

 

Si ricorda che qualche fornitore nazionale mette a disposizione anche tariffe triorarie, anche se sono molto meno frequenti. Sono quelle effettivamente differenziate nelle tre diverse fasce F1, F2 e F3, offerte spesso solo per le aziende e i clienti con partita IVA; Edison, per esempio, permette alle imprese di scegliere tra più offerte con fasce triorarie differenziate.

 

La tariffa bioraria conviene davvero?

Da tutto questo deriva che la tariffa bioraria può essere davvero conveniente, a patto di saperla utilizzare al meglio.

 

L’essenziale è scegliere la tariffa migliore per le proprie esigenze. Infatti, quasi tutti i fornitori, sia sul mercato libero che sul mercato tutelato (o servizio di maggior tutela), offrono sia tariffe monorarie che biorarie, e la scelta dipende dalle necessità del consumatore.

 

Si può dire che, in generale, la tariffa bioraria conviene sempre se si è disposti a cambiare le proprie abitudini nelle faccende domestiche e nelle attività di tutti i giorni.

 

Qualche esempio? È possibile risparmiare sul consumo annuo scegliendo una tariffa elettrica bioraria e impostando la lavatrice e la lavastoviglie solo dopo le 19.00; se si usa uno scaldabagno elettrico, è bene farsi la doccia di prima mattina o in tarda serata; lo stesso vale per tutti gli elettrodomestici o in generale le attività più energivore, come caricare i mezzi per la mobilità elettrica, utilizzare il forno, il phon, un generatore di calore o l’aspirapolvere.

 

Al contrario, con una offerta monoraria difficilmente si può risparmiare in questo modo; in quel caso, per risparmiare denaro occorrerà concentrarsi soprattutto sul risparmio di energia, per esempio evitando di avviare lavatrici piene solo a metà, o tenendo accesi gli elettrodomestici e gli impianti energivori anche quando non servono.

 

Certo, occorre anche rilevare che ad oggi la differenza non è più così marcata, all’interno delle fasce orarie.

 

Questo vale soprattutto nel mercato tutelato, in cui il prezzo fisso dell’energia per fasce orarie è molto simile a quello all’ingrosso, che, come abbiamo anticipato, ormai quasi non si differenzia tra la fascia F1 e le fasce F23. In questi casi, stante anche la differenza del trimestre, il risparmio potrebbe essere irrisorio, di pochissimi euro ogni anno, al costo di cambiare le proprie abitudini per i consumi elettrici.

 

Prendendo un esempio standard, quello di una tra le possibili famiglie medie, che consuma 2700 kWh annui e ha un contatore con potenza impegnata di 3 kW, si può riscontrare che nel servizio di tutela potrebbe risparmiare appena 9 o 10€ con un’offerta bioraria rispetto a una monoraria.

 

Il discorso si fa diverso nel mercato libero. Se il proprio fornitore adotta un’offerta con una forte dimensione variabile tra il prezzo bloccato in F1 e quello in F2, nell’ordine di almeno il 35 o 40%, è possibile che il cliente finale possa trarne un vantaggio maggiore, sia pure non elevatissimo.

Quasi tutte le società di fornitura offrono per l’energia elettrica sia una tariffa monoraria tradizionale che una tariffa bioraria, ossia con due costi dell’energia differenziati per fasce orarie e giorni della settimana.

 

 

Ma qual è il funzionamento di una tariffa bioraria? È vero che permette di risparmiare? E quali sono tutti i vantaggi? Ecco tutte le informazioni e le risposte in questa guida facile alla tariffa bioraria.

 

Come funziona la tariffa bioraria?

La tariffa bioraria è una tariffa in cui il prezzo dell’energia è differenziato in base alle fasce orarie, cioè al momento in cui viene consumata.

 

In alcune ore del giorno e in alcuni giorni della settimana, con una tariffa a regime biorario si può pagare di meno per la luce. Edison, come altri fornitori, offre alcune offerte luce con tariffa bioraria, con il prezzo dell’energia elettrica differenziato in base alle fasce di consumo.

 

Ovviamente, un contratto biorario può essere sottoscritto a seguito di allaccio e nuova attivazione, oppure anche di subentro e voltura, sia per offerte domestiche (case, condomini) che per le aziende.

 

In particolare, anche se le fasce orarie sono tre, per il mercato domestico si fa quasi sempre riferimento alle offerte differenziate in due fasce orarie, F1 e F23, corrispondenti grossomodo l’una alle ore diurne dei giorni feriali, e l’altra alle ore notturne e ai giorni festivi.

 

Ma perché il prezzo dell’energia è più basso in F2-F3? La variazione dipende dalla variazione del rapporto tra domanda (richiesta di energia da parte dei lavoratori e dei consumatori o clienti privati) e offerta (produzione di energia da parte delle centrali).

 

Durante il giorno, la domanda di energia è più elevata, per via delle imprese e di tutte le attività produttive, lavorative e sociali; per contro, di notte e nei giorni festivi, le attività lavorative sono per lo più chiuse, l’elettricità è meno consumata e costa meno.

 

È da notare che, almeno fino a 10 anni fa, la variazione tra F1 e F2-F3 era notevole, ovvero il prezzo diurno e quello notturno e festivo erano molto diversi, con una variabilità che poteva toccare anche il 40% tra F1 e F3.

 

Il motivo era la forte richiesta di energia nelle ore diurne, a causa della gran quantità di fabbriche e di attività produttive funzionanti.

 

L’andamento del mercato è cambiato negli anni più recenti, e la differenza tra F1 e F23 si è ridotta anche di molto: in tempi recenti oscilla tra il 5 e il 10% nelle fasce F1 e F3.

 

Ma perché questa differenza? La ragione principale è stata l’ingresso nel mercato delle energie rinnovabili e sostenibili ad alta efficienza, come il fotovoltaico, il geotermico, l’idroelettrico e l’eolico. Tali energie vengono prodotte (soprattutto quella solare) principalmente nelle ore diurne di punta, venendo incontro alla domanda e dunque provocando un ribasso del prezzo dell’energia nel mercato all’ingrosso, che si è riflettuto sui costi per l’utente finale.

 

In più, e in risposta a questa variazione, anche le centrali tradizionali a petrolio e gas hanno modificato la loro produzione, aumentandola di sera e diminuendola di giorno, e facendo salire il prezzo delle tariffe serali e notturne per poter riportare in equilibrio i guadagni.

 

Quali sono i vantaggi della tariffa bioraria

Scegliere un’offerta con tariffa bioraria porta numerosi vantaggi per gli utenti domestici: su tutti la possibilità di risparmiare in bolletta, non tanto a causa di un risparmio energetico quanto per un cambiamento nelle proprie abitudini di consumo.

 

Nella fascia oraria F23, infatti, l’energia costa molto meno. Se dunque, per esempio, il consumatore si abitua a utilizzare l’aspirapolvere o il ferro da stiro nei fine settimana, ad accendere lo scaldabagno elettrico di sera o a programmare la lavatrice per un ciclo notturno, allora potrà notare da subito un risparmio nelle bollette.

 

Le tariffe ripartite per fasce orarie sono utilizzate del resto da molto tempo anche nelle industrie e nei sistemi produttivi, permettendo quindi forti risparmi anche per il cliente non domestico, come dimostra spesso anche solo un preventivo.

 

Nelle tariffe monorarie, infatti, i consumatori che utilizzano l’energia nelle fasce F23 pagano di più rispetto a coloro che hanno una tariffa bioraria; sono questi ultimi, al contrario, che nelle ore di punta pagano di più rispetto ai clienti domestici con tariffe monorarie.

 

Che cosa significa questo? Significa che per risparmiare con una tariffa bioraria è necessario riorganizzare le proprie abitudini, altrimenti non sarà possibile approfittare del risparmio e dei benefici offerti.

 

Si ricorda che tutti gli altri costi in fatturazione nella bolletta delle utenze dell’energia restano gli stessi sia per un’offerta monoraria che per una bioraria: quota del canone RAI, costi di gestione del contatore elettronico, oneri di sistema e così via; parimenti, restano uguali tutti gli incentivi, le forme di contributo e sconto e le agevolazioni per gli aventi diritto con valutazione e certificazione, indicando i dati consueti (codice fiscale, partita IVA, altri documenti).

 

Quante fasce orarie esistono

In tutto, esistono tre fasce orarie: F1, F2 ed F3, così ripartite:

  • fascia F1. Sono le ore di punta, quando si verificano i picchi di consumo: dalle 8.00 del mattino alle 19.00, dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni festivi;
  • fascia F2. Sono le ore intermedie, dalle 7.00 alle 8.00 di mattina e dalle 19.00 alle 23.00, dal lunedì al venerdì; invece, nei giorni festivi e di sabato, dalle 7.00 alle 23.00;
  • fascia F3. Si tratta delle ore fuori punta, che vanno dalle 24.00 alle 7.00 e, dal lunedì al sabato, dalle 23.00 alle 24.00; in più, sono tutte le ore della domenica e dei giorni festivi.

 

In genere, però, la divisione è su due sole fasce orarie, ossia la fascia F1 e una fascia F23 (o F2-F3), che va dalle 19.00 alle 8.00 tutti i giorni, più tutte le ore della domenica e dei festivi.

 

Si ricorda che qualche fornitore nazionale mette a disposizione anche tariffe triorarie, anche se sono molto meno frequenti. Sono quelle effettivamente differenziate nelle tre diverse fasce F1, F2 e F3, offerte spesso solo per le aziende e i clienti con partita IVA; Edison, per esempio, permette alle imprese di scegliere tra più offerte con fasce triorarie differenziate.

 

La tariffa bioraria conviene davvero?

Da tutto questo deriva che la tariffa bioraria può essere davvero conveniente, a patto di saperla utilizzare al meglio.

 

L’essenziale è scegliere la tariffa migliore per le proprie esigenze. Infatti, quasi tutti i fornitori, sia sul mercato libero che sul mercato tutelato (o servizio di maggior tutela), offrono sia tariffe monorarie che biorarie, e la scelta dipende dalle necessità del consumatore.

 

Si può dire che, in generale, la tariffa bioraria conviene sempre se si è disposti a cambiare le proprie abitudini nelle faccende domestiche e nelle attività di tutti i giorni.

 

Qualche esempio? È possibile risparmiare sul consumo annuo scegliendo una tariffa elettrica bioraria e impostando la lavatrice e la lavastoviglie solo dopo le 19.00; se si usa uno scaldabagno elettrico, è bene farsi la doccia di prima mattina o in tarda serata; lo stesso vale per tutti gli elettrodomestici o in generale le attività più energivore, come caricare i mezzi per la mobilità elettrica, utilizzare il forno, il phon, un generatore di calore o l’aspirapolvere.

 

Al contrario, con una offerta monoraria difficilmente si può risparmiare in questo modo; in quel caso, per risparmiare denaro occorrerà concentrarsi soprattutto sul risparmio di energia, per esempio evitando di avviare lavatrici piene solo a metà, o tenendo accesi gli elettrodomestici e gli impianti energivori anche quando non servono.

 

Certo, occorre anche rilevare che ad oggi la differenza non è più così marcata, all’interno delle fasce orarie.

 

Questo vale soprattutto nel mercato tutelato, in cui il prezzo fisso dell’energia per fasce orarie è molto simile a quello all’ingrosso, che, come abbiamo anticipato, ormai quasi non si differenzia tra la fascia F1 e le fasce F23. In questi casi, stante anche la differenza del trimestre, il risparmio potrebbe essere irrisorio, di pochissimi euro ogni anno, al costo di cambiare le proprie abitudini per i consumi elettrici.

 

Prendendo un esempio standard, quello di una tra le possibili famiglie medie, che consuma 2700 kWh annui e ha un contatore con potenza impegnata di 3 kW, si può riscontrare che nel servizio di tutela potrebbe risparmiare appena 9 o 10€ con un’offerta bioraria rispetto a una monoraria.

 

Il discorso si fa diverso nel mercato libero. Se il proprio fornitore adotta un’offerta con una forte dimensione variabile tra il prezzo bloccato in F1 e quello in F2, nell’ordine di almeno il 35 o 40%, è possibile che il cliente finale possa trarne un vantaggio maggiore, sia pure non elevatissimo.

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  • Quali sono le fasce orarie?

    Le fasce orarie sono la F1 (dalle 8.00 alle 19.00 nei giorni feriali) e le fasce F23 (dalle 19.00 alle 8.00 nei giorni feriali, più tutto il giorno nei festivi). Alcune offerte possono essere triorarie, e distinguere fascia F2 e F3.

  • Come si risparmia con la tariffa bioraria?

    Per risparmiare con una tariffa bioraria bisogna rimodulare le proprie abitudini di consumo, spostando l’utilizzo di tutti gli elettrodomestici più potenti nelle ore serali e notturne oppure nei weekend.

  • Quali sono i prezzi delle tariffe biorarie?

    I prezzi variano molto a seconda del fornitore e del tipo di mercato. Nel mercato tutelato le offerte biorarie, in questi ultimi anni, non sono molto convenienti, mentre nel mercato libero si possono trovare offerte biorarie che permettono di risparmiare cifre considerevoli.

Tariffa bioraria: come funziona e quando si applica

Quasi tutte le società di fornitura offrono per l’energia elettrica sia una tariffa monoraria tradizionale che una tariffa bioraria, ossia con due costi dell’energia differenziati per fasce orarie e giorni della settimana.

 

 

Ma qual è il funzionamento di una tariffa bioraria? È vero che permette di risparmiare? E quali sono tutti i vantaggi? Ecco tutte le informazioni e le risposte in questa guida facile alla tariffa bioraria.

 

Come funziona la tariffa bioraria?

La tariffa bioraria è una tariffa in cui il prezzo dell’energia è differenziato in base alle fasce orarie, cioè al momento in cui viene consumata.

 

In alcune ore del giorno e in alcuni giorni della settimana, con una tariffa a regime biorario si può pagare di meno per la luce. Edison, come altri fornitori, offre alcune offerte luce con tariffa bioraria, con il prezzo dell’energia elettrica differenziato in base alle fasce di consumo.

 

Ovviamente, un contratto biorario può essere sottoscritto a seguito di allaccio e nuova attivazione, oppure anche di subentro e voltura, sia per offerte domestiche (case, condomini) che per le aziende.

 

In particolare, anche se le fasce orarie sono tre, per il mercato domestico si fa quasi sempre riferimento alle offerte differenziate in due fasce orarie, F1 e F23, corrispondenti grossomodo l’una alle ore diurne dei giorni feriali, e l’altra alle ore notturne e ai giorni festivi.

 

Ma perché il prezzo dell’energia è più basso in F2-F3? La variazione dipende dalla variazione del rapporto tra domanda (richiesta di energia da parte dei lavoratori e dei consumatori o clienti privati) e offerta (produzione di energia da parte delle centrali).

 

Durante il giorno, la domanda di energia è più elevata, per via delle imprese e di tutte le attività produttive, lavorative e sociali; per contro, di notte e nei giorni festivi, le attività lavorative sono per lo più chiuse, l’elettricità è meno consumata e costa meno.

 

È da notare che, almeno fino a 10 anni fa, la variazione tra F1 e F2-F3 era notevole, ovvero il prezzo diurno e quello notturno e festivo erano molto diversi, con una variabilità che poteva toccare anche il 40% tra F1 e F3.

 

Il motivo era la forte richiesta di energia nelle ore diurne, a causa della gran quantità di fabbriche e di attività produttive funzionanti.

 

L’andamento del mercato è cambiato negli anni più recenti, e la differenza tra F1 e F23 si è ridotta anche di molto: in tempi recenti oscilla tra il 5 e il 10% nelle fasce F1 e F3.

 

Ma perché questa differenza? La ragione principale è stata l’ingresso nel mercato delle energie rinnovabili e sostenibili ad alta efficienza, come il fotovoltaico, il geotermico, l’idroelettrico e l’eolico. Tali energie vengono prodotte (soprattutto quella solare) principalmente nelle ore diurne di punta, venendo incontro alla domanda e dunque provocando un ribasso del prezzo dell’energia nel mercato all’ingrosso, che si è riflettuto sui costi per l’utente finale.

 

In più, e in risposta a questa variazione, anche le centrali tradizionali a petrolio e gas hanno modificato la loro produzione, aumentandola di sera e diminuendola di giorno, e facendo salire il prezzo delle tariffe serali e notturne per poter riportare in equilibrio i guadagni.

 

Quali sono i vantaggi della tariffa bioraria

Scegliere un’offerta con tariffa bioraria porta numerosi vantaggi per gli utenti domestici: su tutti la possibilità di risparmiare in bolletta, non tanto a causa di un risparmio energetico quanto per un cambiamento nelle proprie abitudini di consumo.

 

Nella fascia oraria F23, infatti, l’energia costa molto meno. Se dunque, per esempio, il consumatore si abitua a utilizzare l’aspirapolvere o il ferro da stiro nei fine settimana, ad accendere lo scaldabagno elettrico di sera o a programmare la lavatrice per un ciclo notturno, allora potrà notare da subito un risparmio nelle bollette.

 

Le tariffe ripartite per fasce orarie sono utilizzate del resto da molto tempo anche nelle industrie e nei sistemi produttivi, permettendo quindi forti risparmi anche per il cliente non domestico, come dimostra spesso anche solo un preventivo.

 

Nelle tariffe monorarie, infatti, i consumatori che utilizzano l’energia nelle fasce F23 pagano di più rispetto a coloro che hanno una tariffa bioraria; sono questi ultimi, al contrario, che nelle ore di punta pagano di più rispetto ai clienti domestici con tariffe monorarie.

 

Che cosa significa questo? Significa che per risparmiare con una tariffa bioraria è necessario riorganizzare le proprie abitudini, altrimenti non sarà possibile approfittare del risparmio e dei benefici offerti.

 

Si ricorda che tutti gli altri costi in fatturazione nella bolletta delle utenze dell’energia restano gli stessi sia per un’offerta monoraria che per una bioraria: quota del canone RAI, costi di gestione del contatore elettronico, oneri di sistema e così via; parimenti, restano uguali tutti gli incentivi, le forme di contributo e sconto e le agevolazioni per gli aventi diritto con valutazione e certificazione, indicando i dati consueti (codice fiscale, partita IVA, altri documenti).

 

Quante fasce orarie esistono

In tutto, esistono tre fasce orarie: F1, F2 ed F3, così ripartite:

  • fascia F1. Sono le ore di punta, quando si verificano i picchi di consumo: dalle 8.00 del mattino alle 19.00, dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni festivi;
  • fascia F2. Sono le ore intermedie, dalle 7.00 alle 8.00 di mattina e dalle 19.00 alle 23.00, dal lunedì al venerdì; invece, nei giorni festivi e di sabato, dalle 7.00 alle 23.00;
  • fascia F3. Si tratta delle ore fuori punta, che vanno dalle 24.00 alle 7.00 e, dal lunedì al sabato, dalle 23.00 alle 24.00; in più, sono tutte le ore della domenica e dei giorni festivi.

 

In genere, però, la divisione è su due sole fasce orarie, ossia la fascia F1 e una fascia F23 (o F2-F3), che va dalle 19.00 alle 8.00 tutti i giorni, più tutte le ore della domenica e dei festivi.

 

Si ricorda che qualche fornitore nazionale mette a disposizione anche tariffe triorarie, anche se sono molto meno frequenti. Sono quelle effettivamente differenziate nelle tre diverse fasce F1, F2 e F3, offerte spesso solo per le aziende e i clienti con partita IVA; Edison, per esempio, permette alle imprese di scegliere tra più offerte con fasce triorarie differenziate.

 

La tariffa bioraria conviene davvero?

Da tutto questo deriva che la tariffa bioraria può essere davvero conveniente, a patto di saperla utilizzare al meglio.

 

L’essenziale è scegliere la tariffa migliore per le proprie esigenze. Infatti, quasi tutti i fornitori, sia sul mercato libero che sul mercato tutelato (o servizio di maggior tutela), offrono sia tariffe monorarie che biorarie, e la scelta dipende dalle necessità del consumatore.

 

Si può dire che, in generale, la tariffa bioraria conviene sempre se si è disposti a cambiare le proprie abitudini nelle faccende domestiche e nelle attività di tutti i giorni.

 

Qualche esempio? È possibile risparmiare sul consumo annuo scegliendo una tariffa elettrica bioraria e impostando la lavatrice e la lavastoviglie solo dopo le 19.00; se si usa uno scaldabagno elettrico, è bene farsi la doccia di prima mattina o in tarda serata; lo stesso vale per tutti gli elettrodomestici o in generale le attività più energivore, come caricare i mezzi per la mobilità elettrica, utilizzare il forno, il phon, un generatore di calore o l’aspirapolvere.

 

Al contrario, con una offerta monoraria difficilmente si può risparmiare in questo modo; in quel caso, per risparmiare denaro occorrerà concentrarsi soprattutto sul risparmio di energia, per esempio evitando di avviare lavatrici piene solo a metà, o tenendo accesi gli elettrodomestici e gli impianti energivori anche quando non servono.

 

Certo, occorre anche rilevare che ad oggi la differenza non è più così marcata, all’interno delle fasce orarie.

 

Questo vale soprattutto nel mercato tutelato, in cui il prezzo fisso dell’energia per fasce orarie è molto simile a quello all’ingrosso, che, come abbiamo anticipato, ormai quasi non si differenzia tra la fascia F1 e le fasce F23. In questi casi, stante anche la differenza del trimestre, il risparmio potrebbe essere irrisorio, di pochissimi euro ogni anno, al costo di cambiare le proprie abitudini per i consumi elettrici.

 

Prendendo un esempio standard, quello di una tra le possibili famiglie medie, che consuma 2700 kWh annui e ha un contatore con potenza impegnata di 3 kW, si può riscontrare che nel servizio di tutela potrebbe risparmiare appena 9 o 10€ con un’offerta bioraria rispetto a una monoraria.

 

Il discorso si fa diverso nel mercato libero. Se il proprio fornitore adotta un’offerta con una forte dimensione variabile tra il prezzo bloccato in F1 e quello in F2, nell’ordine di almeno il 35 o 40%, è possibile che il cliente finale possa trarne un vantaggio maggiore, sia pure non elevatissimo.

  • Quali sono le fasce orarie?

    Le fasce orarie sono la F1 (dalle 8.00 alle 19.00 nei giorni feriali) e le fasce F23 (dalle 19.00 alle 8.00 nei giorni feriali, più tutto il giorno nei festivi). Alcune offerte possono essere triorarie, e distinguere fascia F2 e F3.

  • Come si risparmia con la tariffa bioraria?

    Per risparmiare con una tariffa bioraria bisogna rimodulare le proprie abitudini di consumo, spostando l’utilizzo di tutti gli elettrodomestici più potenti nelle ore serali e notturne oppure nei weekend.

  • Quali sono i prezzi delle tariffe biorarie?

    I prezzi variano molto a seconda del fornitore e del tipo di mercato. Nel mercato tutelato le offerte biorarie, in questi ultimi anni, non sono molto convenienti, mentre nel mercato libero si possono trovare offerte biorarie che permettono di risparmiare cifre considerevoli.