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Si sente spesso parlare della possibilità di ottenere delle agevolazioni fiscali per alcuni lavori connessi al risparmio energetico e alla riduzione dei consumi, da effettuare sulla propria abitazione o nelle parti comuni del condominio.

 

Ma quali sono esattamente le detrazioni fiscali correntemente attive? Come si possono richiedere, e a quali tipi di interventi si applicano? Ecco tutte le informazioni sulle detrazioni per il risparmio energetico in questa guida.

 

Detrazioni risparmio energetico: quali sono

Esistono molteplici detrazioni fiscali legate al risparmio energetico, alcune delle quali presentate già con la legge di bilancio 2020, altre presentate con il decreto legge “Rilancio” di maggio 2020.

 

Le principali detrazioni in vigore per l’anno 2020 sono:

  • bonus ristrutturazioni (o bonus casa). È una detrazione IRPEF del 50%, con un limite massimo di spesa di 96.000 €, e ottenibile in 10 rate annuali dello stesso importo. Può essere ottenuta per lavori di ristrutturazione edilizia, restauro, conservazione e risanamento degli edifici allo scopo di migliorarne l’aspetto energetico;
  • ecobonus. Riguarda tutta una serie di interventi di risparmio energetico sulle abitazioni e non solo, per i quali è prevista una detrazione del 50, 60 e addirittura 110% a seconda della tipologia di lavoro, volto a ridurre il fabbisogno energetico di un edificio. Il tetto massimo di spesa è di 100.000 €, sempre da spalmare su 10 anni;
  • sismabonus. Il cosiddetto sismabonus è una agevolazione fiscale prevista per tutti i lavori che riducono la classe di rischio sismico degli edifici. La detrazione è del 70% se gli interventi detraibili riducono lo stabile di una classe di rischio, e sale al 75% se ne riducono due (per i condomini, si applica rispettivamente al 75 e 85%);
  • bonus mobili. Copre il 50%, fino a un massimo di 10.000 €, per l’acquisto di elettrodomestici e mobili contestualmente a un intervento di ristrutturazione;
  • bonus verde. È una detrazione fiscale del 36% per gli interventi di riqualificazione urbana effettuati da privati, nonché per i lavori a favore del verde pubblico.

 

Il più importante tra tutti questi tipi di sconto è sicuramente l’ecobonus, che prevede, nel dettaglio, una aliquota di detrazione pari a:

  • 50% per interventi su serramenti e infissi, schermature solari e installazione di caldaie con funzionamento a condensazione (almeno appartenenti alla classe A) o caldaie a biomassa ad alta efficienza energetica;
  • 65% per gli interventi sopra elencati (passaggio a nuovi serramenti e infissi, schermature e nuove caldaie) nelle parti comuni condominiali o nelle diverse unità immobiliari di un condominio; per la riqualificazione energetica globale di un edificio; per l’installazione di caldaie a condensazione di classe A+, pompe di calore, sistemi e impianti geotermici a bassa entalpia, generatori di aria calda a condensazione e analoghi sistemi di riscaldamento evoluti; coibentazione dell’involucro esterno; installazione di collettori solari (pannelli fotovoltaici), generatori di calore ibridi, microcogeneratori e dispositivi di termoregolazione e building automation;
  • 70% per interventi su parti comuni condominiali di coibentazione dell’involucro;
  • 75% per gli interventi di cui sopra, nel caso in cui l’involucro sia di qualità media;
  • 80% per la coibentazione e la riduzione di una classe di rischio sismico, sempre nel caso delle parti comuni condominiali;
  • 85% alle stesse condizioni, ma con la riduzione di due classi di rischio sismico;
  • 90% per il cosiddetto bonus facciate, ossia per tutti quegli interventi che influiscono dal punto di vista del risparmio termico e che toccano almeno il 10% della superficie totale dell’intonaco esterno;
  • 110% per il superbonus, di recente introduzione, che copre: interventi di isolamento termico sull’involucro dell’edificio, nelle superfici opache verticali e orizzontali, per almeno il 25% della superficie e su spese non superiori a 60.000 €; lavori sulle parti comuni degli edifici esistenti per sostituire impianti di climatizzazione invernale con impianti di riscaldamento, raffrescamento o fornitura di acqua calda sanitaria centralizzati e di classe A, per spese fino a 30.000 € per unità immobiliare; interventi su edifici unifamiliari per sostituire gli impianti di climatizzazione con impianti di riscaldamento, raffrescamento o riscaldamento acqua a pompa di calore, anche abbinati a fotovoltaici e microcogenerazione, per spese fino a 30.000 € comprensive anche di smaltimento e bonifica dell’impianto vecchio.

 

Detrazioni risparmio energetico: documentazione necessaria per richiederle

Per poter ottenere le detrazioni sulle imposte per il risparmio energetico, occorre richiedere e conservare alcuni documenti e moduli, da presentare eventualmente alle autorità e agli uffici competenti in materia.

 

I documenti necessari per richiedere la pratica per le detrazioni fiscali sono:

  • le fatture e le ricevute di tutti i pagamenti effettuati (in particolare le ricevute del versamento dei bonifici), allo scopo di certificare le spese sostenute;
  • una asseverazione, la cui redazione va effettuata da un tecnico abilitato, che possa attestare il possesso dei requisiti richiesti per l’intervento. In linea di massima, può anche essere prodotta dall’esecutore o dal direttore dei lavori. Per alcuni interventi (installazione e sostituzione di caldaie, pompe di calore e infissi) è sufficiente la dichiarazione del produttore;
  • l’APE, o Attestato di prestazione energetica, ossia quella certificazione energetica che classifica i valori di risparmio energetico di un immobile. Non è richiesto in caso di sostituzione di finestre o installazione di pannelli solari per il fotovoltaico;
  • la scheda informativa di tutti gli interventi realizzati, indicante i dati di chi ha sostenuto le spese, dell’edificio, dei lavori e della stima del risparmio.

 

È molto importante, per il beneficiario, conservare sempre il certificato di asseverazione, ogni fattura e le ricevute dei pagamenti, per poterli esibire in caso di controlli amministrativi da parte dell’Agenzia delle entrate e in obbedienza a tutti gli adempimenti fiscali.

 

Detrazioni risparmio energetico: come ottenerle

Per poter ottenere le detrazioni per il risparmio energetico, non occorre effettuare comunicazioni o richieste preventive, ma soltanto indicarlo nella dichiarazione dei redditi.

 

È necessario poi inviare comunicazione all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), entro 90 giorni a partire dalla data di fine dei lavori, con obbligo di trasmettere:

  • la scheda informativa su tutti gli interventi realizzati relativi al lavoro per cui si fa richiesta di detrazione, alla categoria catastale dell’immobile e con tutti i dati richiesti;
  • tutte le informazioni dell’attestato di prestazione energetica, sempre relativamente al lavoro in oggetto.

 

In base al regolamento, tali dati e documenti vanno inviati solo per via telematica, per mezzo dell’apposito sito internet di ENEA dedicato alle diverse detrazioni ottenibili.

 

Tuttavia, soltanto nel caso in cui i lavori siano particolarmente complessi, tanto da non poter essere descritti e contenuti negli schemi preparati dall’ENEA, allora è necessario inviare tutta la documentazione non tramite il portale web ma con una raccomandata.

 

Il termine è sempre il medesimo (90 giorni dalla fine dei lavori) e la comunicazione va inviata al Dipartimento ambiente e sviluppo sostenibile di ENEA, a Roma.

 

Detrazioni risparmio energetico: a chi spettano

Le detrazioni per il risparmio energetico possono essere richieste da tutti i contribuenti, proprietari a qualsiasi titolo dell’edificio in cui hanno luogo gli interventi in questione, e anche se proprietari di imprese.

 

Nello specifico, possono accedere alle agevolazioni previste dalla legge:

  • le persone fisiche, ivi compresi i lavoratori nel settore delle arti e delle professioni con partita IVA;
  • i cittadini con reddito d’impresa, dunque sia le persone fisiche che le società di capitali e le società di persone, ma soltanto in riferimento a quegli immobili che utilizzano nel corso dello svolgimento della loro attività lavorativa;
  • le associazioni di professionisti;
  • gli enti pubblici e privati che non si dedicano ad attività di tipo commerciale, a qualsiasi titolo.

 

Si ricorda che, tra le persone fisiche, possono godere della detrazione anche i titolari di un diritto reale sull’immobile oggetto di intervento, ovvero i condomini relativamente a tutti i lavori effettuati sulle parti comuni interne o esterne, e gli inquilini che hanno un certo numero di locali in comodato o in locazione (col consenso del proprietario).

 

Inoltre, possono fruire della detrazione anche i familiari conviventi con il proprietario dell’immobile su cui l’intervento viene effettuato, comprendenti coniuge, figli, parenti fino al terzo grado, affini entro il secondo grado; alle medesime condizioni possono fruire della detrazione anche i conviventi non proprietari né titolari di contratti di affitto.

 

I conviventi e i familiari possono richiedere le detrazioni a patto che sostengano i costi degli interventi in prima persona, e che gli interventi stessi non vengano realizzati su edifici e stabili considerati strumentali ad attività lavorative e d’impresa.

Si sente spesso parlare della possibilità di ottenere delle agevolazioni fiscali per alcuni lavori connessi al risparmio energetico e alla riduzione dei consumi, da effettuare sulla propria abitazione o nelle parti comuni del condominio.

 

Ma quali sono esattamente le detrazioni fiscali correntemente attive? Come si possono richiedere, e a quali tipi di interventi si applicano? Ecco tutte le informazioni sulle detrazioni per il risparmio energetico in questa guida.

 

Detrazioni risparmio energetico: quali sono

Esistono molteplici detrazioni fiscali legate al risparmio energetico, alcune delle quali presentate già con la legge di bilancio 2020, altre presentate con il decreto legge “Rilancio” di maggio 2020.

 

Le principali detrazioni in vigore per l’anno 2020 sono:

  • bonus ristrutturazioni (o bonus casa). È una detrazione IRPEF del 50%, con un limite massimo di spesa di 96.000 €, e ottenibile in 10 rate annuali dello stesso importo. Può essere ottenuta per lavori di ristrutturazione edilizia, restauro, conservazione e risanamento degli edifici allo scopo di migliorarne l’aspetto energetico;
  • ecobonus. Riguarda tutta una serie di interventi di risparmio energetico sulle abitazioni e non solo, per i quali è prevista una detrazione del 50, 60 e addirittura 110% a seconda della tipologia di lavoro, volto a ridurre il fabbisogno energetico di un edificio. Il tetto massimo di spesa è di 100.000 €, sempre da spalmare su 10 anni;
  • sismabonus. Il cosiddetto sismabonus è una agevolazione fiscale prevista per tutti i lavori che riducono la classe di rischio sismico degli edifici. La detrazione è del 70% se gli interventi detraibili riducono lo stabile di una classe di rischio, e sale al 75% se ne riducono due (per i condomini, si applica rispettivamente al 75 e 85%);
  • bonus mobili. Copre il 50%, fino a un massimo di 10.000 €, per l’acquisto di elettrodomestici e mobili contestualmente a un intervento di ristrutturazione;
  • bonus verde. È una detrazione fiscale del 36% per gli interventi di riqualificazione urbana effettuati da privati, nonché per i lavori a favore del verde pubblico.

 

Il più importante tra tutti questi tipi di sconto è sicuramente l’ecobonus, che prevede, nel dettaglio, una aliquota di detrazione pari a:

  • 50% per interventi su serramenti e infissi, schermature solari e installazione di caldaie con funzionamento a condensazione (almeno appartenenti alla classe A) o caldaie a biomassa ad alta efficienza energetica;
  • 65% per gli interventi sopra elencati (passaggio a nuovi serramenti e infissi, schermature e nuove caldaie) nelle parti comuni condominiali o nelle diverse unità immobiliari di un condominio; per la riqualificazione energetica globale di un edificio; per l’installazione di caldaie a condensazione di classe A+, pompe di calore, sistemi e impianti geotermici a bassa entalpia, generatori di aria calda a condensazione e analoghi sistemi di riscaldamento evoluti; coibentazione dell’involucro esterno; installazione di collettori solari (pannelli fotovoltaici), generatori di calore ibridi, microcogeneratori e dispositivi di termoregolazione e building automation;
  • 70% per interventi su parti comuni condominiali di coibentazione dell’involucro;
  • 75% per gli interventi di cui sopra, nel caso in cui l’involucro sia di qualità media;
  • 80% per la coibentazione e la riduzione di una classe di rischio sismico, sempre nel caso delle parti comuni condominiali;
  • 85% alle stesse condizioni, ma con la riduzione di due classi di rischio sismico;
  • 90% per il cosiddetto bonus facciate, ossia per tutti quegli interventi che influiscono dal punto di vista del risparmio termico e che toccano almeno il 10% della superficie totale dell’intonaco esterno;
  • 110% per il superbonus, di recente introduzione, che copre: interventi di isolamento termico sull’involucro dell’edificio, nelle superfici opache verticali e orizzontali, per almeno il 25% della superficie e su spese non superiori a 60.000 €; lavori sulle parti comuni degli edifici esistenti per sostituire impianti di climatizzazione invernale con impianti di riscaldamento, raffrescamento o fornitura di acqua calda sanitaria centralizzati e di classe A, per spese fino a 30.000 € per unità immobiliare; interventi su edifici unifamiliari per sostituire gli impianti di climatizzazione con impianti di riscaldamento, raffrescamento o riscaldamento acqua a pompa di calore, anche abbinati a fotovoltaici e microcogenerazione, per spese fino a 30.000 € comprensive anche di smaltimento e bonifica dell’impianto vecchio.

 

Detrazioni risparmio energetico: documentazione necessaria per richiederle

Per poter ottenere le detrazioni sulle imposte per il risparmio energetico, occorre richiedere e conservare alcuni documenti e moduli, da presentare eventualmente alle autorità e agli uffici competenti in materia.

 

I documenti necessari per richiedere la pratica per le detrazioni fiscali sono:

  • le fatture e le ricevute di tutti i pagamenti effettuati (in particolare le ricevute del versamento dei bonifici), allo scopo di certificare le spese sostenute;
  • una asseverazione, la cui redazione va effettuata da un tecnico abilitato, che possa attestare il possesso dei requisiti richiesti per l’intervento. In linea di massima, può anche essere prodotta dall’esecutore o dal direttore dei lavori. Per alcuni interventi (installazione e sostituzione di caldaie, pompe di calore e infissi) è sufficiente la dichiarazione del produttore;
  • l’APE, o Attestato di prestazione energetica, ossia quella certificazione energetica che classifica i valori di risparmio energetico di un immobile. Non è richiesto in caso di sostituzione di finestre o installazione di pannelli solari per il fotovoltaico;
  • la scheda informativa di tutti gli interventi realizzati, indicante i dati di chi ha sostenuto le spese, dell’edificio, dei lavori e della stima del risparmio.

 

È molto importante, per il beneficiario, conservare sempre il certificato di asseverazione, ogni fattura e le ricevute dei pagamenti, per poterli esibire in caso di controlli amministrativi da parte dell’Agenzia delle entrate e in obbedienza a tutti gli adempimenti fiscali.

 

Detrazioni risparmio energetico: come ottenerle

Per poter ottenere le detrazioni per il risparmio energetico, non occorre effettuare comunicazioni o richieste preventive, ma soltanto indicarlo nella dichiarazione dei redditi.

 

È necessario poi inviare comunicazione all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), entro 90 giorni a partire dalla data di fine dei lavori, con obbligo di trasmettere:

  • la scheda informativa su tutti gli interventi realizzati relativi al lavoro per cui si fa richiesta di detrazione, alla categoria catastale dell’immobile e con tutti i dati richiesti;
  • tutte le informazioni dell’attestato di prestazione energetica, sempre relativamente al lavoro in oggetto.

 

In base al regolamento, tali dati e documenti vanno inviati solo per via telematica, per mezzo dell’apposito sito internet di ENEA dedicato alle diverse detrazioni ottenibili.

 

Tuttavia, soltanto nel caso in cui i lavori siano particolarmente complessi, tanto da non poter essere descritti e contenuti negli schemi preparati dall’ENEA, allora è necessario inviare tutta la documentazione non tramite il portale web ma con una raccomandata.

 

Il termine è sempre il medesimo (90 giorni dalla fine dei lavori) e la comunicazione va inviata al Dipartimento ambiente e sviluppo sostenibile di ENEA, a Roma.

 

Detrazioni risparmio energetico: a chi spettano

Le detrazioni per il risparmio energetico possono essere richieste da tutti i contribuenti, proprietari a qualsiasi titolo dell’edificio in cui hanno luogo gli interventi in questione, e anche se proprietari di imprese.

 

Nello specifico, possono accedere alle agevolazioni previste dalla legge:

  • le persone fisiche, ivi compresi i lavoratori nel settore delle arti e delle professioni con partita IVA;
  • i cittadini con reddito d’impresa, dunque sia le persone fisiche che le società di capitali e le società di persone, ma soltanto in riferimento a quegli immobili che utilizzano nel corso dello svolgimento della loro attività lavorativa;
  • le associazioni di professionisti;
  • gli enti pubblici e privati che non si dedicano ad attività di tipo commerciale, a qualsiasi titolo.

 

Si ricorda che, tra le persone fisiche, possono godere della detrazione anche i titolari di un diritto reale sull’immobile oggetto di intervento, ovvero i condomini relativamente a tutti i lavori effettuati sulle parti comuni interne o esterne, e gli inquilini che hanno un certo numero di locali in comodato o in locazione (col consenso del proprietario).

 

Inoltre, possono fruire della detrazione anche i familiari conviventi con il proprietario dell’immobile su cui l’intervento viene effettuato, comprendenti coniuge, figli, parenti fino al terzo grado, affini entro il secondo grado; alle medesime condizioni possono fruire della detrazione anche i conviventi non proprietari né titolari di contratti di affitto.

 

I conviventi e i familiari possono richiedere le detrazioni a patto che sostengano i costi degli interventi in prima persona, e che gli interventi stessi non vengano realizzati su edifici e stabili considerati strumentali ad attività lavorative e d’impresa.

Si sente spesso parlare della possibilità di ottenere delle agevolazioni fiscali per alcuni lavori connessi al risparmio energetico e alla riduzione dei consumi, da effettuare sulla propria abitazione o nelle parti comuni del condominio.

 

Ma quali sono esattamente le detrazioni fiscali correntemente attive? Come si possono richiedere, e a quali tipi di interventi si applicano? Ecco tutte le informazioni sulle detrazioni per il risparmio energetico in questa guida.

 

Detrazioni risparmio energetico: quali sono

Esistono molteplici detrazioni fiscali legate al risparmio energetico, alcune delle quali presentate già con la legge di bilancio 2020, altre presentate con il decreto legge “Rilancio” di maggio 2020.

 

Le principali detrazioni in vigore per l’anno 2020 sono:

  • bonus ristrutturazioni (o bonus casa). È una detrazione IRPEF del 50%, con un limite massimo di spesa di 96.000 €, e ottenibile in 10 rate annuali dello stesso importo. Può essere ottenuta per lavori di ristrutturazione edilizia, restauro, conservazione e risanamento degli edifici allo scopo di migliorarne l’aspetto energetico;
  • ecobonus. Riguarda tutta una serie di interventi di risparmio energetico sulle abitazioni e non solo, per i quali è prevista una detrazione del 50, 60 e addirittura 110% a seconda della tipologia di lavoro, volto a ridurre il fabbisogno energetico di un edificio. Il tetto massimo di spesa è di 100.000 €, sempre da spalmare su 10 anni;
  • sismabonus. Il cosiddetto sismabonus è una agevolazione fiscale prevista per tutti i lavori che riducono la classe di rischio sismico degli edifici. La detrazione è del 70% se gli interventi detraibili riducono lo stabile di una classe di rischio, e sale al 75% se ne riducono due (per i condomini, si applica rispettivamente al 75 e 85%);
  • bonus mobili. Copre il 50%, fino a un massimo di 10.000 €, per l’acquisto di elettrodomestici e mobili contestualmente a un intervento di ristrutturazione;
  • bonus verde. È una detrazione fiscale del 36% per gli interventi di riqualificazione urbana effettuati da privati, nonché per i lavori a favore del verde pubblico.

 

Il più importante tra tutti questi tipi di sconto è sicuramente l’ecobonus, che prevede, nel dettaglio, una aliquota di detrazione pari a:

  • 50% per interventi su serramenti e infissi, schermature solari e installazione di caldaie con funzionamento a condensazione (almeno appartenenti alla classe A) o caldaie a biomassa ad alta efficienza energetica;
  • 65% per gli interventi sopra elencati (passaggio a nuovi serramenti e infissi, schermature e nuove caldaie) nelle parti comuni condominiali o nelle diverse unità immobiliari di un condominio; per la riqualificazione energetica globale di un edificio; per l’installazione di caldaie a condensazione di classe A+, pompe di calore, sistemi e impianti geotermici a bassa entalpia, generatori di aria calda a condensazione e analoghi sistemi di riscaldamento evoluti; coibentazione dell’involucro esterno; installazione di collettori solari (pannelli fotovoltaici), generatori di calore ibridi, microcogeneratori e dispositivi di termoregolazione e building automation;
  • 70% per interventi su parti comuni condominiali di coibentazione dell’involucro;
  • 75% per gli interventi di cui sopra, nel caso in cui l’involucro sia di qualità media;
  • 80% per la coibentazione e la riduzione di una classe di rischio sismico, sempre nel caso delle parti comuni condominiali;
  • 85% alle stesse condizioni, ma con la riduzione di due classi di rischio sismico;
  • 90% per il cosiddetto bonus facciate, ossia per tutti quegli interventi che influiscono dal punto di vista del risparmio termico e che toccano almeno il 10% della superficie totale dell’intonaco esterno;
  • 110% per il superbonus, di recente introduzione, che copre: interventi di isolamento termico sull’involucro dell’edificio, nelle superfici opache verticali e orizzontali, per almeno il 25% della superficie e su spese non superiori a 60.000 €; lavori sulle parti comuni degli edifici esistenti per sostituire impianti di climatizzazione invernale con impianti di riscaldamento, raffrescamento o fornitura di acqua calda sanitaria centralizzati e di classe A, per spese fino a 30.000 € per unità immobiliare; interventi su edifici unifamiliari per sostituire gli impianti di climatizzazione con impianti di riscaldamento, raffrescamento o riscaldamento acqua a pompa di calore, anche abbinati a fotovoltaici e microcogenerazione, per spese fino a 30.000 € comprensive anche di smaltimento e bonifica dell’impianto vecchio.

 

Detrazioni risparmio energetico: documentazione necessaria per richiederle

Per poter ottenere le detrazioni sulle imposte per il risparmio energetico, occorre richiedere e conservare alcuni documenti e moduli, da presentare eventualmente alle autorità e agli uffici competenti in materia.

 

I documenti necessari per richiedere la pratica per le detrazioni fiscali sono:

  • le fatture e le ricevute di tutti i pagamenti effettuati (in particolare le ricevute del versamento dei bonifici), allo scopo di certificare le spese sostenute;
  • una asseverazione, la cui redazione va effettuata da un tecnico abilitato, che possa attestare il possesso dei requisiti richiesti per l’intervento. In linea di massima, può anche essere prodotta dall’esecutore o dal direttore dei lavori. Per alcuni interventi (installazione e sostituzione di caldaie, pompe di calore e infissi) è sufficiente la dichiarazione del produttore;
  • l’APE, o Attestato di prestazione energetica, ossia quella certificazione energetica che classifica i valori di risparmio energetico di un immobile. Non è richiesto in caso di sostituzione di finestre o installazione di pannelli solari per il fotovoltaico;
  • la scheda informativa di tutti gli interventi realizzati, indicante i dati di chi ha sostenuto le spese, dell’edificio, dei lavori e della stima del risparmio.

 

È molto importante, per il beneficiario, conservare sempre il certificato di asseverazione, ogni fattura e le ricevute dei pagamenti, per poterli esibire in caso di controlli amministrativi da parte dell’Agenzia delle entrate e in obbedienza a tutti gli adempimenti fiscali.

 

Detrazioni risparmio energetico: come ottenerle

Per poter ottenere le detrazioni per il risparmio energetico, non occorre effettuare comunicazioni o richieste preventive, ma soltanto indicarlo nella dichiarazione dei redditi.

 

È necessario poi inviare comunicazione all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), entro 90 giorni a partire dalla data di fine dei lavori, con obbligo di trasmettere:

  • la scheda informativa su tutti gli interventi realizzati relativi al lavoro per cui si fa richiesta di detrazione, alla categoria catastale dell’immobile e con tutti i dati richiesti;
  • tutte le informazioni dell’attestato di prestazione energetica, sempre relativamente al lavoro in oggetto.

 

In base al regolamento, tali dati e documenti vanno inviati solo per via telematica, per mezzo dell’apposito sito internet di ENEA dedicato alle diverse detrazioni ottenibili.

 

Tuttavia, soltanto nel caso in cui i lavori siano particolarmente complessi, tanto da non poter essere descritti e contenuti negli schemi preparati dall’ENEA, allora è necessario inviare tutta la documentazione non tramite il portale web ma con una raccomandata.

 

Il termine è sempre il medesimo (90 giorni dalla fine dei lavori) e la comunicazione va inviata al Dipartimento ambiente e sviluppo sostenibile di ENEA, a Roma.

 

Detrazioni risparmio energetico: a chi spettano

Le detrazioni per il risparmio energetico possono essere richieste da tutti i contribuenti, proprietari a qualsiasi titolo dell’edificio in cui hanno luogo gli interventi in questione, e anche se proprietari di imprese.

 

Nello specifico, possono accedere alle agevolazioni previste dalla legge:

  • le persone fisiche, ivi compresi i lavoratori nel settore delle arti e delle professioni con partita IVA;
  • i cittadini con reddito d’impresa, dunque sia le persone fisiche che le società di capitali e le società di persone, ma soltanto in riferimento a quegli immobili che utilizzano nel corso dello svolgimento della loro attività lavorativa;
  • le associazioni di professionisti;
  • gli enti pubblici e privati che non si dedicano ad attività di tipo commerciale, a qualsiasi titolo.

 

Si ricorda che, tra le persone fisiche, possono godere della detrazione anche i titolari di un diritto reale sull’immobile oggetto di intervento, ovvero i condomini relativamente a tutti i lavori effettuati sulle parti comuni interne o esterne, e gli inquilini che hanno un certo numero di locali in comodato o in locazione (col consenso del proprietario).

 

Inoltre, possono fruire della detrazione anche i familiari conviventi con il proprietario dell’immobile su cui l’intervento viene effettuato, comprendenti coniuge, figli, parenti fino al terzo grado, affini entro il secondo grado; alle medesime condizioni possono fruire della detrazione anche i conviventi non proprietari né titolari di contratti di affitto.

 

I conviventi e i familiari possono richiedere le detrazioni a patto che sostengano i costi degli interventi in prima persona, e che gli interventi stessi non vengano realizzati su edifici e stabili considerati strumentali ad attività lavorative e d’impresa.

Si sente spesso parlare della possibilità di ottenere delle agevolazioni fiscali per alcuni lavori connessi al risparmio energetico e alla riduzione dei consumi, da effettuare sulla propria abitazione o nelle parti comuni del condominio.

 

Ma quali sono esattamente le detrazioni fiscali correntemente attive? Come si possono richiedere, e a quali tipi di interventi si applicano? Ecco tutte le informazioni sulle detrazioni per il risparmio energetico in questa guida.

 

Detrazioni risparmio energetico: quali sono

Esistono molteplici detrazioni fiscali legate al risparmio energetico, alcune delle quali presentate già con la legge di bilancio 2020, altre presentate con il decreto legge “Rilancio” di maggio 2020.

 

Le principali detrazioni in vigore per l’anno 2020 sono:

  • bonus ristrutturazioni (o bonus casa). È una detrazione IRPEF del 50%, con un limite massimo di spesa di 96.000 €, e ottenibile in 10 rate annuali dello stesso importo. Può essere ottenuta per lavori di ristrutturazione edilizia, restauro, conservazione e risanamento degli edifici allo scopo di migliorarne l’aspetto energetico;
  • ecobonus. Riguarda tutta una serie di interventi di risparmio energetico sulle abitazioni e non solo, per i quali è prevista una detrazione del 50, 60 e addirittura 110% a seconda della tipologia di lavoro, volto a ridurre il fabbisogno energetico di un edificio. Il tetto massimo di spesa è di 100.000 €, sempre da spalmare su 10 anni;
  • sismabonus. Il cosiddetto sismabonus è una agevolazione fiscale prevista per tutti i lavori che riducono la classe di rischio sismico degli edifici. La detrazione è del 70% se gli interventi detraibili riducono lo stabile di una classe di rischio, e sale al 75% se ne riducono due (per i condomini, si applica rispettivamente al 75 e 85%);
  • bonus mobili. Copre il 50%, fino a un massimo di 10.000 €, per l’acquisto di elettrodomestici e mobili contestualmente a un intervento di ristrutturazione;
  • bonus verde. È una detrazione fiscale del 36% per gli interventi di riqualificazione urbana effettuati da privati, nonché per i lavori a favore del verde pubblico.

 

Il più importante tra tutti questi tipi di sconto è sicuramente l’ecobonus, che prevede, nel dettaglio, una aliquota di detrazione pari a:

  • 50% per interventi su serramenti e infissi, schermature solari e installazione di caldaie con funzionamento a condensazione (almeno appartenenti alla classe A) o caldaie a biomassa ad alta efficienza energetica;
  • 65% per gli interventi sopra elencati (passaggio a nuovi serramenti e infissi, schermature e nuove caldaie) nelle parti comuni condominiali o nelle diverse unità immobiliari di un condominio; per la riqualificazione energetica globale di un edificio; per l’installazione di caldaie a condensazione di classe A+, pompe di calore, sistemi e impianti geotermici a bassa entalpia, generatori di aria calda a condensazione e analoghi sistemi di riscaldamento evoluti; coibentazione dell’involucro esterno; installazione di collettori solari (pannelli fotovoltaici), generatori di calore ibridi, microcogeneratori e dispositivi di termoregolazione e building automation;
  • 70% per interventi su parti comuni condominiali di coibentazione dell’involucro;
  • 75% per gli interventi di cui sopra, nel caso in cui l’involucro sia di qualità media;
  • 80% per la coibentazione e la riduzione di una classe di rischio sismico, sempre nel caso delle parti comuni condominiali;
  • 85% alle stesse condizioni, ma con la riduzione di due classi di rischio sismico;
  • 90% per il cosiddetto bonus facciate, ossia per tutti quegli interventi che influiscono dal punto di vista del risparmio termico e che toccano almeno il 10% della superficie totale dell’intonaco esterno;
  • 110% per il superbonus, di recente introduzione, che copre: interventi di isolamento termico sull’involucro dell’edificio, nelle superfici opache verticali e orizzontali, per almeno il 25% della superficie e su spese non superiori a 60.000 €; lavori sulle parti comuni degli edifici esistenti per sostituire impianti di climatizzazione invernale con impianti di riscaldamento, raffrescamento o fornitura di acqua calda sanitaria centralizzati e di classe A, per spese fino a 30.000 € per unità immobiliare; interventi su edifici unifamiliari per sostituire gli impianti di climatizzazione con impianti di riscaldamento, raffrescamento o riscaldamento acqua a pompa di calore, anche abbinati a fotovoltaici e microcogenerazione, per spese fino a 30.000 € comprensive anche di smaltimento e bonifica dell’impianto vecchio.

 

Detrazioni risparmio energetico: documentazione necessaria per richiederle

Per poter ottenere le detrazioni sulle imposte per il risparmio energetico, occorre richiedere e conservare alcuni documenti e moduli, da presentare eventualmente alle autorità e agli uffici competenti in materia.

 

I documenti necessari per richiedere la pratica per le detrazioni fiscali sono:

  • le fatture e le ricevute di tutti i pagamenti effettuati (in particolare le ricevute del versamento dei bonifici), allo scopo di certificare le spese sostenute;
  • una asseverazione, la cui redazione va effettuata da un tecnico abilitato, che possa attestare il possesso dei requisiti richiesti per l’intervento. In linea di massima, può anche essere prodotta dall’esecutore o dal direttore dei lavori. Per alcuni interventi (installazione e sostituzione di caldaie, pompe di calore e infissi) è sufficiente la dichiarazione del produttore;
  • l’APE, o Attestato di prestazione energetica, ossia quella certificazione energetica che classifica i valori di risparmio energetico di un immobile. Non è richiesto in caso di sostituzione di finestre o installazione di pannelli solari per il fotovoltaico;
  • la scheda informativa di tutti gli interventi realizzati, indicante i dati di chi ha sostenuto le spese, dell’edificio, dei lavori e della stima del risparmio.

 

È molto importante, per il beneficiario, conservare sempre il certificato di asseverazione, ogni fattura e le ricevute dei pagamenti, per poterli esibire in caso di controlli amministrativi da parte dell’Agenzia delle entrate e in obbedienza a tutti gli adempimenti fiscali.

 

Detrazioni risparmio energetico: come ottenerle

Per poter ottenere le detrazioni per il risparmio energetico, non occorre effettuare comunicazioni o richieste preventive, ma soltanto indicarlo nella dichiarazione dei redditi.

 

È necessario poi inviare comunicazione all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), entro 90 giorni a partire dalla data di fine dei lavori, con obbligo di trasmettere:

  • la scheda informativa su tutti gli interventi realizzati relativi al lavoro per cui si fa richiesta di detrazione, alla categoria catastale dell’immobile e con tutti i dati richiesti;
  • tutte le informazioni dell’attestato di prestazione energetica, sempre relativamente al lavoro in oggetto.

 

In base al regolamento, tali dati e documenti vanno inviati solo per via telematica, per mezzo dell’apposito sito internet di ENEA dedicato alle diverse detrazioni ottenibili.

 

Tuttavia, soltanto nel caso in cui i lavori siano particolarmente complessi, tanto da non poter essere descritti e contenuti negli schemi preparati dall’ENEA, allora è necessario inviare tutta la documentazione non tramite il portale web ma con una raccomandata.

 

Il termine è sempre il medesimo (90 giorni dalla fine dei lavori) e la comunicazione va inviata al Dipartimento ambiente e sviluppo sostenibile di ENEA, a Roma.

 

Detrazioni risparmio energetico: a chi spettano

Le detrazioni per il risparmio energetico possono essere richieste da tutti i contribuenti, proprietari a qualsiasi titolo dell’edificio in cui hanno luogo gli interventi in questione, e anche se proprietari di imprese.

 

Nello specifico, possono accedere alle agevolazioni previste dalla legge:

  • le persone fisiche, ivi compresi i lavoratori nel settore delle arti e delle professioni con partita IVA;
  • i cittadini con reddito d’impresa, dunque sia le persone fisiche che le società di capitali e le società di persone, ma soltanto in riferimento a quegli immobili che utilizzano nel corso dello svolgimento della loro attività lavorativa;
  • le associazioni di professionisti;
  • gli enti pubblici e privati che non si dedicano ad attività di tipo commerciale, a qualsiasi titolo.

 

Si ricorda che, tra le persone fisiche, possono godere della detrazione anche i titolari di un diritto reale sull’immobile oggetto di intervento, ovvero i condomini relativamente a tutti i lavori effettuati sulle parti comuni interne o esterne, e gli inquilini che hanno un certo numero di locali in comodato o in locazione (col consenso del proprietario).

 

Inoltre, possono fruire della detrazione anche i familiari conviventi con il proprietario dell’immobile su cui l’intervento viene effettuato, comprendenti coniuge, figli, parenti fino al terzo grado, affini entro il secondo grado; alle medesime condizioni possono fruire della detrazione anche i conviventi non proprietari né titolari di contratti di affitto.

 

I conviventi e i familiari possono richiedere le detrazioni a patto che sostengano i costi degli interventi in prima persona, e che gli interventi stessi non vengano realizzati su edifici e stabili considerati strumentali ad attività lavorative e d’impresa.

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Detrazioni risparmio energetico: quali sono e come ottenerle

Si sente spesso parlare della possibilità di ottenere delle agevolazioni fiscali per alcuni lavori connessi al risparmio energetico e alla riduzione dei consumi, da effettuare sulla propria abitazione o nelle parti comuni del condominio.

 

Ma quali sono esattamente le detrazioni fiscali correntemente attive? Come si possono richiedere, e a quali tipi di interventi si applicano? Ecco tutte le informazioni sulle detrazioni per il risparmio energetico in questa guida.

 

Detrazioni risparmio energetico: quali sono

Esistono molteplici detrazioni fiscali legate al risparmio energetico, alcune delle quali presentate già con la legge di bilancio 2020, altre presentate con il decreto legge “Rilancio” di maggio 2020.

 

Le principali detrazioni in vigore per l’anno 2020 sono:

  • bonus ristrutturazioni (o bonus casa). È una detrazione IRPEF del 50%, con un limite massimo di spesa di 96.000 €, e ottenibile in 10 rate annuali dello stesso importo. Può essere ottenuta per lavori di ristrutturazione edilizia, restauro, conservazione e risanamento degli edifici allo scopo di migliorarne l’aspetto energetico;
  • ecobonus. Riguarda tutta una serie di interventi di risparmio energetico sulle abitazioni e non solo, per i quali è prevista una detrazione del 50, 60 e addirittura 110% a seconda della tipologia di lavoro, volto a ridurre il fabbisogno energetico di un edificio. Il tetto massimo di spesa è di 100.000 €, sempre da spalmare su 10 anni;
  • sismabonus. Il cosiddetto sismabonus è una agevolazione fiscale prevista per tutti i lavori che riducono la classe di rischio sismico degli edifici. La detrazione è del 70% se gli interventi detraibili riducono lo stabile di una classe di rischio, e sale al 75% se ne riducono due (per i condomini, si applica rispettivamente al 75 e 85%);
  • bonus mobili. Copre il 50%, fino a un massimo di 10.000 €, per l’acquisto di elettrodomestici e mobili contestualmente a un intervento di ristrutturazione;
  • bonus verde. È una detrazione fiscale del 36% per gli interventi di riqualificazione urbana effettuati da privati, nonché per i lavori a favore del verde pubblico.

 

Il più importante tra tutti questi tipi di sconto è sicuramente l’ecobonus, che prevede, nel dettaglio, una aliquota di detrazione pari a:

  • 50% per interventi su serramenti e infissi, schermature solari e installazione di caldaie con funzionamento a condensazione (almeno appartenenti alla classe A) o caldaie a biomassa ad alta efficienza energetica;
  • 65% per gli interventi sopra elencati (passaggio a nuovi serramenti e infissi, schermature e nuove caldaie) nelle parti comuni condominiali o nelle diverse unità immobiliari di un condominio; per la riqualificazione energetica globale di un edificio; per l’installazione di caldaie a condensazione di classe A+, pompe di calore, sistemi e impianti geotermici a bassa entalpia, generatori di aria calda a condensazione e analoghi sistemi di riscaldamento evoluti; coibentazione dell’involucro esterno; installazione di collettori solari (pannelli fotovoltaici), generatori di calore ibridi, microcogeneratori e dispositivi di termoregolazione e building automation;
  • 70% per interventi su parti comuni condominiali di coibentazione dell’involucro;
  • 75% per gli interventi di cui sopra, nel caso in cui l’involucro sia di qualità media;
  • 80% per la coibentazione e la riduzione di una classe di rischio sismico, sempre nel caso delle parti comuni condominiali;
  • 85% alle stesse condizioni, ma con la riduzione di due classi di rischio sismico;
  • 90% per il cosiddetto bonus facciate, ossia per tutti quegli interventi che influiscono dal punto di vista del risparmio termico e che toccano almeno il 10% della superficie totale dell’intonaco esterno;
  • 110% per il superbonus, di recente introduzione, che copre: interventi di isolamento termico sull’involucro dell’edificio, nelle superfici opache verticali e orizzontali, per almeno il 25% della superficie e su spese non superiori a 60.000 €; lavori sulle parti comuni degli edifici esistenti per sostituire impianti di climatizzazione invernale con impianti di riscaldamento, raffrescamento o fornitura di acqua calda sanitaria centralizzati e di classe A, per spese fino a 30.000 € per unità immobiliare; interventi su edifici unifamiliari per sostituire gli impianti di climatizzazione con impianti di riscaldamento, raffrescamento o riscaldamento acqua a pompa di calore, anche abbinati a fotovoltaici e microcogenerazione, per spese fino a 30.000 € comprensive anche di smaltimento e bonifica dell’impianto vecchio.

 

Detrazioni risparmio energetico: documentazione necessaria per richiederle

Per poter ottenere le detrazioni sulle imposte per il risparmio energetico, occorre richiedere e conservare alcuni documenti e moduli, da presentare eventualmente alle autorità e agli uffici competenti in materia.

 

I documenti necessari per richiedere la pratica per le detrazioni fiscali sono:

  • le fatture e le ricevute di tutti i pagamenti effettuati (in particolare le ricevute del versamento dei bonifici), allo scopo di certificare le spese sostenute;
  • una asseverazione, la cui redazione va effettuata da un tecnico abilitato, che possa attestare il possesso dei requisiti richiesti per l’intervento. In linea di massima, può anche essere prodotta dall’esecutore o dal direttore dei lavori. Per alcuni interventi (installazione e sostituzione di caldaie, pompe di calore e infissi) è sufficiente la dichiarazione del produttore;
  • l’APE, o Attestato di prestazione energetica, ossia quella certificazione energetica che classifica i valori di risparmio energetico di un immobile. Non è richiesto in caso di sostituzione di finestre o installazione di pannelli solari per il fotovoltaico;
  • la scheda informativa di tutti gli interventi realizzati, indicante i dati di chi ha sostenuto le spese, dell’edificio, dei lavori e della stima del risparmio.

 

È molto importante, per il beneficiario, conservare sempre il certificato di asseverazione, ogni fattura e le ricevute dei pagamenti, per poterli esibire in caso di controlli amministrativi da parte dell’Agenzia delle entrate e in obbedienza a tutti gli adempimenti fiscali.

 

Detrazioni risparmio energetico: come ottenerle

Per poter ottenere le detrazioni per il risparmio energetico, non occorre effettuare comunicazioni o richieste preventive, ma soltanto indicarlo nella dichiarazione dei redditi.

 

È necessario poi inviare comunicazione all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), entro 90 giorni a partire dalla data di fine dei lavori, con obbligo di trasmettere:

  • la scheda informativa su tutti gli interventi realizzati relativi al lavoro per cui si fa richiesta di detrazione, alla categoria catastale dell’immobile e con tutti i dati richiesti;
  • tutte le informazioni dell’attestato di prestazione energetica, sempre relativamente al lavoro in oggetto.

 

In base al regolamento, tali dati e documenti vanno inviati solo per via telematica, per mezzo dell’apposito sito internet di ENEA dedicato alle diverse detrazioni ottenibili.

 

Tuttavia, soltanto nel caso in cui i lavori siano particolarmente complessi, tanto da non poter essere descritti e contenuti negli schemi preparati dall’ENEA, allora è necessario inviare tutta la documentazione non tramite il portale web ma con una raccomandata.

 

Il termine è sempre il medesimo (90 giorni dalla fine dei lavori) e la comunicazione va inviata al Dipartimento ambiente e sviluppo sostenibile di ENEA, a Roma.

 

Detrazioni risparmio energetico: a chi spettano

Le detrazioni per il risparmio energetico possono essere richieste da tutti i contribuenti, proprietari a qualsiasi titolo dell’edificio in cui hanno luogo gli interventi in questione, e anche se proprietari di imprese.

 

Nello specifico, possono accedere alle agevolazioni previste dalla legge:

  • le persone fisiche, ivi compresi i lavoratori nel settore delle arti e delle professioni con partita IVA;
  • i cittadini con reddito d’impresa, dunque sia le persone fisiche che le società di capitali e le società di persone, ma soltanto in riferimento a quegli immobili che utilizzano nel corso dello svolgimento della loro attività lavorativa;
  • le associazioni di professionisti;
  • gli enti pubblici e privati che non si dedicano ad attività di tipo commerciale, a qualsiasi titolo.

 

Si ricorda che, tra le persone fisiche, possono godere della detrazione anche i titolari di un diritto reale sull’immobile oggetto di intervento, ovvero i condomini relativamente a tutti i lavori effettuati sulle parti comuni interne o esterne, e gli inquilini che hanno un certo numero di locali in comodato o in locazione (col consenso del proprietario).

 

Inoltre, possono fruire della detrazione anche i familiari conviventi con il proprietario dell’immobile su cui l’intervento viene effettuato, comprendenti coniuge, figli, parenti fino al terzo grado, affini entro il secondo grado; alle medesime condizioni possono fruire della detrazione anche i conviventi non proprietari né titolari di contratti di affitto.

 

I conviventi e i familiari possono richiedere le detrazioni a patto che sostengano i costi degli interventi in prima persona, e che gli interventi stessi non vengano realizzati su edifici e stabili considerati strumentali ad attività lavorative e d’impresa.